Bot, pods e altri modi discutibili per sembrare famosi su Instagram

I modi illeciti e moralmente discutibili per guadagnare followers su Instagram sono un argomento molto dibattuto in questi giorni, specie dopo la chiusura, pochi giorni fa, di Instagress, uno dei servizi di bot più utilizzati.

Sono rimasta colpita, qualche settimana fa, anche da questo post di Rita, amabile custode del blog Myselfie cottage, che paragona sconsolata la lotta a questi sistemi alla proverbiale lotta di Don Chisciotte contro i mulini a vento. Quello che penso sull’argomento è riassunto in una parola del titolo: sembrare è diverso da essere. Prima di illustrarvi le mie conclusioni, però, vediamo quali sono queste tecniche, in cosa consistono, e quali sono le alternative valide per ottenere risultati simili.

Comprare i followers

Come funziona: Diversi siti vendono followers finti, che non sono altro che account fake creati da un software apposta per simulare un vero seguace. Questi account hanno un volto, e perfino un profilo vero con qualche foto, quindi Instagram ci mette un po’ di tempo ad accorgersi che non sono veri.

Pro: Una persona, per seguirti, deve aprire la tua galleria, e la prima cosa che salta all’occhio, insieme alle prime sei foto, è il numero di seguaci. Va da sè che un numero alto di followers dà la sensazione di un profilo di qualità, e spinge la persona in questione a seguirti.

Contro: Instagram dopo un po’ di tempo si accorge che i followers sono finti, e ogni tanto fa delle “retate” in cui li cancella tutti insieme. Inoltre, se i seguaci sono finti, il numero dei like e dei commenti sotto le foto sarà comunque piuttosto basso, e questo divario insospettirà i tuoi seguaci veri (che sono le persone davvero importanti per te). Ultimo problema, assolutamente non secondario, i followers finti sballeranno le statistiche del tuo account, e non riuscirai più a capire chi sono i tuoi veri seguaci, da dove vengono, che età hanno, a che ora sono connessi, tutti dati molto utili per interagire con loro.

Cosa puoi fare in alternativa: Avere pazienza. I seguaci aumenteranno se posterai foto belle, di qualità, e se racconterai delle storie interessanti che gli altri vogliono ascoltare.

Usare i bot

Come funziona: La parola “bot” viene da robot, e questo dà un indizio per capre come funzionano. Il modo migliore per farsi notare su Instagram, oltre a pubblicare delle foto gradevoli, è investire tempo e energie a interagire con gli altri. I siti che offrono (a pagamento) i bot, come Instagress, che recentemente è stato chiuso, prendono il controllo del tuo profilo e mettono like, commenti e follow al posto tuo, proprio come dei robot. Chi riceve queste attenzioni spesso ne è lusingato, e potrebbe decidere di ricambiarle, venendo però spesso “tradito”, perchè il bot, dopo qualche giorno, toglie il follow (questa è la ragione per cui spesso vediamo profili che ci seguono e smettono di seguirci in modo schizofrenico).

Pro: Il profilo di chi usa i bot spesso guadagna seguaci e like alle foto in breve tempo, e senza sforzo. Il bot sceglie i profili da “prendere di mira” in base alle tue indicazioni, quindi potresti guadagnare interazioni con persone che hanno interessi simili ai tuoi.

Contro: I contro, come spiega questo lungo articolo uscito il mese scorso, sono numerosissimi. Spesso i likes ricevuti “in cambio” alle attenzioni del bot sembrano provenire da account finti o abbandonati. Le statistiche di un profilo che ha usato bot contengono un numero di interazioni altissimo da paesi geograficamente molto lontani, il che fa immediatamente sospettare che i risultati siano falsati.

Cosa puoi fare in alternativa: Dedicare del tempo al tuo profilo e alla tua community. Spendere qualche minuto, magari subito dopo aver pubblicato la foto, a mettere like alle foto che davvero ti piacciono sul tuo feed o sui tuoi hashtag preferiti. Scrivere commenti, pertinenti e sinceri, sotto le foto che ti interessano sul serio.

Fare parte di un pod

Come funziona: Quando ho capito cosa sono gli Instagram pods grazie a questo articolo ho realizzato che almeno una paio di volte sono stata invitata a prendervi parte (ma, senza aver capito bene a cosa servisse, ho rifiutato). Si tratta di gruppi di 15-20 instagramers, che si ritrovano in chat private o su Whatsapp. Quando una persona pubblica una foto, avvisa prontamente gli altri membri del gruppo, che corrono a tributare un like e un commento. L’obbligo morale è di reagire immediatamente, nei primi minuti dopo la pubblicazione.

Pro: Le foto, da giugno 2016, non sono più proposte dalla nostra home page in ordine cronologico, ma sulla base delle interazioni, secondo un complicato e temutissimo algoritmo (potete approfondirne il funzionamento in questo articolo di We are Social). La cosa che sappiamo meglio dell’algoritmo è che i contenuti che prendono più commenti e likes nei minuti immediatamente successivi alla pubblicazione vengono mostrati di più e più a lungo ai nostri seguaci. L’Instagram pod nasce per fare in modo che questo accada ogni volta.

Contro: Essere a disposizione dei membri dell’instagram pod a qualsiasi ora del giorno è impegnativo in termini di tempo. Inoltre, i likes e i commenti dati da una persona che si sente obbligata a farlo saranno inevitabilmente meno onesti e sinceri. Somiglieranno ai saluti frettolosi che diamo per strada alle persone con cui non vogliamo parlare perchè abbiamo fretta.

Cosa puoi fare in alternativa: L’algoritmo può sembrare impossibile da aggirare, ma secondo me ci sono dei modi per coltivare comunque un rapporto sincero e positivo con i propri amici online. Il primo è investire tempo a seguire le persone che ci interessano davvero, quando abbiamo tempo per farlo. Se la storia di qualcuno ci appassiona veramente, prima o poi andremo a controllare il suo profilo per sapere come sta, anche se Instagram non ce lo propone nella home page. La seconda cosa è fare riferimento a piccole community raccolte intorno a un tag, come il “mio” #feliceadesso. Il feed degli hashtag, a eccezione dei primi sei post “più popolari”, è strettamente cronologico, e visitandolo potrete farvi un’idea della giornata di ciascuno dei vostri amici online e addirittura conoscerne di nuovi.

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Cosa ne penso io?

La mia posizione, tutto sommato, è molto semplice: i contro, per me superano i pro. Alla lista dei contro, inoltre, ne va aggiunto uno, che vale per tutti questi sistemi e probabilmente anche per quelli che verranno ideati in futuro: aumentare artificialmente i numeri fa solo “sembrare” famosi. Avere una fama artefatta, quindi non basata su stima sincera, storie interessanti, rapporti reali tra le persone, equivale per me a non averla affatto.

Se il vostro profilo Instagram vi serve per vendere un prodotto o un servizio, a maggior ragione, sarete d’accordo con me sul fatto che è meglio essere in contatto con un numero limitato di persone realmente interessate ai vostri prodotti, piuttosto che a un esercito di followers male assortiti.

Questo è tutto. Cosa ne pensate voi di bot, pods, e simili? Avete mai usato questi sistemi? Hanno funzionato? O se li avete evitati finora, qual è la ragione per cui lo avete fatto? Come sempre, se vi va, condividete la vostra esperienza con me.

Gli hashtag di aprile

Ed eccoci qua con la nostra tradizione mensile. Questi sono gli hashtag su cui vorrei sperimentare insieme a voi durante il mese di Aprile. Ricordate di aggiungere sempre anche il tag #feliceadesso per condividere le vostre foto con la nostra piccola e affezionata community.

#theslowdowncollective

Aprile, dolce dormire, dicono. Io vorrei davvero dedicare questo mese al riposo e alla rinascita primaverile, anche se sono consapevole che probabilmente saranno per me, come per molti di voi, trenta giorni intensi e pieni di lavoro.

Questo hashtag è stato coniato da @thegelfis, una donna davvero affascinante. Di lei so solo che ora vive a Chicago, ma prima ha vissuto in Brasile e in diverse altre parti del mondo, tra cui Londra, Madrid e Napoli (giuro!). È una fotografa bravissima e ha un blog di lifestyle che fa sognare. Qui alcuni dei suoi scatti:

Vi propongo questo hashtag perchè tutti dovremmo ricordarci di rallentare ogni tanto, di rosolarci al sole per qualche minuto, di fermarci a osservare i fiori sul balcone o la luce che filtra dalle finestre senza fare assolutamente nulla.

È un tag piccolino, con appena 8k post, quindi potete trovarci davvero delle chicche preziose e scoprire profili di persone piene di talento. Qui alcune foto dal feed #theslowdowncollective:

#floralfridaycompetition

La frenesia primaverile è appena cominciata, e in questo caso ci viene in aiuto @emilyquinton, instagramer londinese dallo stile inconfondibilmente British:

Questo hashtag serve per le vostre composizioni floreali, non quelle realizzate dal fioraio, naturalmente, ma quelle predisposte da voi appositamente per essere fotografate!

Se non ci avete mai provato, fatelo subito, perchè Emily ospita sul suo profilo le sue foto preferite, a patto che aggiungiate il tag #floralfridaycompetition e citiate il suo nickname in un commento. Ecco qui qualche bellissima foto da cui prendere spunto:

#pastelloso

Ecco il primo di due hashtag a cui tengo molto. Cerco di segnalarvi sempre almeno un instagramer italiano talentuoso ogni mese e non posso evitare di presentarvi @val_ina. Lei è una giornalista e una web writer, e il suo blog, che io adoro, parla di lifestyle, instagram e comunicazione sul web. Il suo profilo instagram, che ricorda le merviglie dello stile #candyminimal inventato da Matt Crump, è pieno di foto colorate e super creative:

Ha inventato alcuni mesi fa l’hashtag #pastelloso (io amo già solo il suffisso, che ricorda “petaloso”), che per ora, va detto, conta ancora pochissimi post (appena un centinaio).

Io sono completamente innamorata di questo stile fotografico e di questi colori pop e vorrei tanto veder crescere questo hashtag!

Valentina ha aperto anche un profilo dedicato, che potrete usare come fonte di ispirazione e dal quale potrete venire ripostati con i vostri coloratissimi scatti. Per ritoccare le vostre foto e renderle sufficientemente pastellose vi consiglio di provare l’app A Color Story, ha dei filtri luminosi e colorati (alcuni dei quali creati proprio dal sopracitato “guru” del pastello Matt Crump). Valentina ha già descritto sul suo blog l’app e i filtri candy minimal e mi piacerebbe molto realizzare anch’io un tutorial per voi (per questa e altre app) appena troverò il tempo! 😱

#springpowercup

Last but not least, un altro piccolissimo progetto italiano a cui voglio assolutamente dare spazio. Adoro questo hashtag (che al momento conta circa 200 post), tanto che vorrei averlo inventato io, mentre è tutta opera di @alessialucchini, giovane instagramer di talento e dal profilo elegante super fashion.

La #springpowercup è una magia facile da realizzare.

Per crearne una è sufficiente riempire una tazza d’acqua e lasciar galleggiare dolcemente, sulla sua superficie, boccioli o petali di fiori.

Dopo averle creato un’ambientazione perfetta, posizionandola su uno sfondo neutro (o magari decorato con oggetti o altri fiori) tutto quello che dovete fare è scattare. A me piace pensare che, facendolo, si possa esprimere un desiderio, come per le stelle cadenti, o che comunque che questo piccolo totem virtuale possa in qualche modo proteggere chi scatta (e chi visualizza, perchè no?).

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Ecco qualche altra foto dal feed #springpowercup:

Che ne dite, non vi viene voglia di precipitarvi alla ricerca di un mazzo di fiori e di preparare un set? 😍

Primavera, fiori, creatività e colori pastello, questi i temi su cui vi propongo di sperimentare insieme ad Aprile. Che ne pensate? Vi piacciono? Avete qualche dubbio su come scattare e ritoccare foto come queste? Lasciatemi i vostri commenti e io cercherò di aiutarvi!

Come dovremmo comportarci sui social (e un instameet in arrivo!)

Gentilezza

È una parola che ultimamente sento ricorrere spesso. Essere gentili in modo superficiale pare sia una specialità dei piemontesi come me (falsi e cortesi, dicono) e tutto sommato non sembra sia una disciplina in cui è difficile eccellere: tenere la porta a chi entra dietro di te, sorridere a una persona sconosciuta sul tram, indicare la strada giusta a un turista.
Esiste però un tipo di gentilezza più difficile da praticare: quella verso chi non ti piace, ha idee diverse da te, ti è ostile in modo più o meno esplicito o agisce in modo scorretto.
Lungi dall’essere così zen da impartire a qualcuno lezioni sull’argomento (consultate i maestri di yoga, Papa Francesco o Gianni Morandi per approfondire 😉) vi vorrei parlare di due iniziative che mi hanno colpita ultimamente su questo argomento (la seconda delle quali sono fiera di aver contribuito ad organizzare).
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Parole O_stili

Parole O_Stili è un progetto in cui mi sono riconosciuta molto. Forse qualcuno di voi già lo sa, ma io sono laureata in scienze linguistiche e le origini e i significati profondi delle parole mi appassionano ai limiti dell’ossessione (avevo anche un blog in proposito una volta, il cui abbandono rientra nella top ten dei miei sensi di colpa).
C’è stato un convegno a febbraio, a Trieste, al quale purtroppo non ho potuto partecipare (ma una parte si può rivedere qui), nel quale esperti in fatto di lingua e comunicazione (ma c’era anche Gianni Morandi, giuro!) hanno parlato di giornalismo, di politica ma anche e soprattutto di comunicazione sui social network.
Io sono fortunata, perchè i miei diecimila (ancora non ci credo!) contatti su Instagram sembrano essere persone rispettose ed educate, e mai, in tanti anni di utilizzo di questo social network sono stata oggetto di ondate di disprezzo e odio.
Ma queste cose succedono, e succedono quotidianamente. Basti pensare al caso di Bebe Vio o alle tante persone giovani (e anche meno giovani) vittime dei bulli online.
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Uno dei prodotti dell’iniziativa è questo manifesto in dieci punti: ogni singola parola di questo testo è vera, potente e profonda.

Noi cosa possiamo fare?

Possiamo innanzitutto aderire con una firma e condividere questa immagine sui social network. C’è anche una versione ottimizzata per essere usata come copertina di Facebook.
Io vi consiglio di leggerlo più volte, lasciarvelo scorrere dentro e segnalarlo alle persone che vi sono vicine.
Non è facile, lo so, non reagire alle provocazioni, evitare di imporre la nostra opinione anche se siamo fermamente convinti che sia quella giusta. Ma dobbiamo farlo. Ce lo chiede la nostra vita di appassionati instagramers (ma anche blogger, youtuber, ecc…), nella quale la distinzione tra reale e virtuale è così labile che sostanzialmente non esiste più. Forse si potrebbe risolvere tutto nella frase contenuta nel primo punto dell’elenco: dite o scrivete solo cose che direste anche di persona.

WorldWide Instameet a Torino

Questo, invece, è un prodotto dell’ingegno dei local manager di @igerstorino (dei quali sono orgogliosa di fare parte) e @igers_piemonte. Ogni anno la community, che fa capo direttamente a Instagram, riceve un tema su cui elaborare eventi e iniziative, che si svolgeranno tutte durante lo stesso weekend in tutto il mondo.

Quest’anno il tema è la gentilezza, che noi abbiamo interpretato anche come rispetto solidarietà e integrazione (manifestazioni, anche queste, di quella gentilezza “difficile” di cui si parlava sopra). Per questo vi accompagneremo alla scoperta di Porta Palazzo, il  quartiere multietnico più sorprendente di Torino, grazie alla generosità della Compagnia di San Paolo e con l’aiuto delle guide turistiche di Migrantour. Sul sito di Igersitalia potete leggere il programma completo.

Dove e quando?

L’instameet si svolgerà sabato 25 marzo dalle ore 10.30 e proseguirà fino a metà pomeriggio. Purtroppo con nostra grande sorpresa e gratitudine i posti disponibili sono già esauriti (abbiamo dovuto mettere un limite di 70 persone per non creare gruppi troppo grandi e perchè Deliveroo e Shopiemonte ci offriranno delle prelibatezze per il pranzo) ma potete provare comunque a registrarvi alla lista d’attesa su Eventbrite, così verrete avvisati con una mail appena si libererà un posto.

Non vedo l’ora di partecipare e conoscere chi ci sarà! Per tutti quelli che non hanno trovato posto: non disperate, organizzeremo presto altre iniziative per conoscerci e scoprire le bellezze del territorio di Torino e Piemonte!

L’importanza delle parole, l’amicizia, la solidarietà e l’integrazione. Concetti dal significato profondo, che ispirano e spaventano un po’. Che ne pensate? Conoscevate l’iniziativa Parole O_Stili? Siete d’accordo con il decalogo? Ci sarete all’instameet? Come sempre, ora la parola passa a voi. ❤️

Gli hashtag di marzo

Come promesso condivido con voi gli hashtag sui quali, se vorrete, ci eserciteremo insieme durante il mese di marzo. C’è tanta Italia, c’è la magia del mattino, c’è l’emozione dell’inizio della primavera, e c’è anche un piccolo contest organizzato da due crafter creative e talentuose. Siete pronti?

#lemiecolazionisuig

Questo hashtag esiste da tempo e ultimamente se ne prende cura una donna dall’animo gentile, Alessandra Avancini, detta @alebuba. Sul suo profilo potete trovare, in ordine sparso: piccole prelibatezze, scritte fatte a mano, bambini felici, make up e tanti spunti di creatività quotidiana. Alessandra, come avrete capito, è anche una grande amante delle colazioni, e da qualche tempo ha fondato un profilo dedicato al pasto più importante della giornata, che si chiama @lemiecolazionisuig.

Ogni mattina Alessandra pesca dall’omonimo hashtag tre scatti (coordinati tra loro, questo è il bello) con i quali dare il buongiorno ai suoi seguaci.

Ecco ad esempio un meraviglioso trittico a tema donuts che ha composto sul profilo:

Che aspettate? Mettete su il tè e il caffè e iniziate a scattare!

#caughtflowerhanded

Letteralmente “beccato con i fiori nel sacco“, questo hashtag è semplicemente un concentrato di poesia primaverile. Fondato da due instagramers inglesi, @rachelandhercoffee e @just_another_instamumsomiglia molto alla mia idea di primavera: emozionarsi per cose apparentemente insignificanti come qualche fogliolina verde in un vaso sul balcone (che, diciamo la verità, davamo ormai per morto) o la pelle d’oca sulle braccia quando indossiamo, per la prima volta dopo mesi, dei vestiti leggeri.

Esiste anche un profilo collegato, @caughtflowerhanded, che ospita scatti selezionati tra quelli presenti nel tag.

Compiti per voi: andate a caccia di fiorellini nelle aiuole, sui balconi, o nei vostri giardini (se siete tanto fortunati da averne uno ❤️) e date il vostro contributo a questa piccola community piena di poesia.

Mi raccomando, non cedete alla tentazione di aggiungere il tag a foto non attinenti (per le ragioni di cui parlavo in un post di qualche tempo fa), fate in modo che ci sia un fiore nella foto, anche uno solo e piccolissimo 🌸.

#spring4igers

A dispetto del nome, questo hashtag è assolutamente made in Italy. Il profilo @4igers, infatti, è stato fondato fondato dal blogger e instagramer @eziomrlifestyle e propone hashtag a tema per ogni stagione (esistono anche #summer4igers, #autumn4igers e #winter4igers).

Ezio, avvalendosi della collaborazione di altri amici instagramers, sceglie alcune foto da ospitare sul profilo @4igers. Al momento le ultime foto ripostate sono a tema invernale, ma confido che presto inizieranno a occuparsi anche di foto a tema primavera (in fondo, la primavera inizia ufficialmente il 21 marzo, giusto?).

Questa piccola community italiana (il tag conta “solo” 27k post) mi pare un ottimo luogo per rifarsi gli occhi con stupendi paesaggi della nostra penisola baciata dal sole primaverile e per conoscere persone nuove.

Ricordate di aggiungere sempre alle vostre foto anche il tag #feliceadesso, così io potrò riconoscere voi e i vostri scatti!

Special guest: #nascostanelmiofiore

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Questo è un vero e proprio contest, organizzato da @fiorigami e @lucyinthepapersky, e consiste nel realizzare un #facelessportrait, cioè un ritratto senza faccia, e pubblicarlo usando l’hashtag #nascostanelmiofiore.

Le due organizzatrici, due ragazze estremamente creative che sorprendentemente si chiamano entrambe Lucia (poi ditemi che non devo credere alle coincidenze!) recapiteranno a casa del vincitore del contest un meraviglioso mazzo di fiori di carta e una poesia scritta e illustrata a mano.

Affrettatevi, perchè la scadenza del contest #nascostanelmiofiore è, molto opportunamente, il 21 marzo, equinozio di primavera!

Che ne dite di questi hashtag? Vi hanno dato un po’ di ispirazione? Avete dei tag del cuore a tema primavera? Lasciatemi un commento, se vi va. :)

Cinque idee creative per utilizzare gli album di Instagram

Pochissimi giorni fa Instagram ha rilasciato una nuova funzione: ora è possibile pubblicare fino a dieci foto in un solo post, con una sola didascalia (e un’unica possibilità di ricevere like e commenti). Il prodotto è un piccolo album, navigabile scorrendo con il dito, simile a quelli che già era possibile creare sull’app Steller.

Come avviene sempre all’introduzione di qualche modifica sostanziale nei social network più usati, qualcuno ha disapprovato l’introduzione di questa nuova feature, mentre altri l’hanno da subito apprezzata e usata. Sono stata colpita fin da subito dagli usi creativo e intelligenti che ne hanno fatto alcuni instagramers, che vi propongo qui in una breve carrellata.

1. Fare un sondaggio

Il fotografo  @mattcrump propone una galleria di alcuni suoi scatti in stile #candyminimal, chiedendo ai followers di commentare con una lettera il post per votare il luogo da sogno, tra quelli ritratti, nel quale vorrebbero vivere per sempre.

 

2. Mostrare una foto prima e dopo l’editing

L’instagramer e designer @luccico in questo album, composto di sole due foto, mostra l’evoluzione di uno scatto da foto ordinaria a sorprendente e ironica illustrazione.

 

3. Condividere una ricetta

La food photographer torinese @valefatina (che è stata mia complice anche nell’organizzazione del workshop #fotointavola) usa la nuova funzione per condividere i passaggi di una golosissima ricetta, con tanto di spiegazione scritta finale.

Ma i desideri valgono anche quando le stelle le mangi? Queste sono irresistibili su tutti i pianeti con @parmigianoreggiano 🌟 ➡️ Scorri le foto a destra per vedere i passaggi e salvare la ricetta, è perfetta per l'aperitivo e poi let's weekend! • Fammi sapere se queste ricette fotografate ti piacciono così ne farò ancora ❤️ • #onthetable #homemadecookies #thingsorganizedneatly #gatherandcurate #embracingtheseasons #nothingisordinary_ #capturemoments #awekethesoul #simpleliving #seekthesimplicity #thatauthenticfeeling #cherishandrelish_december #tv_stilllife #tv_foodlovers #flatlayoftheday #flatlayfood #flatlayforever #stillswithstories #alittlebeautyeveryday #aslowmoment #food52gram #fromabove #cookielover #whatibakedtoday #instaricette #ricettefacili #myopenkitchen #fattoincasa

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4. Presentare un prodotto in modo completo

Se avete un piccolo shop online vi consiglio di trarre ispirazione da @prettyinmad, che ha raccolto in un album diversi scatti di un foulard della sua nuova (stupenda! n.d.r.) collezione #prettyvinil_collection, per dare la possibilità ai clienti di vedere il prodotto da altre angolazioni.

 

5. Visualizzare diversi passaggi del fotoritocco

Dal canto mio, ho pensato di utilizzare questa nuova funzione per farvi vedere i diversi passaggi che compie una mia foto, dal momento dello scatto a quello della pubblicazione su Instagram.

Che ne dite? Vi piace questa nuova funzione o siete del partito “consevatore”? L’avete già usata o avete in programma di farlo a breve?

 

Gli hashtag: guida per principianti (con infografica)

Dopo essere partita in quarta con gli hashtag del mese mi sono resa conto di aver un pochino tralasciato le basi. Alcune persone mi hanno chiesto se ci sono delle regole o delle cose da sapere prima di iniziare a taggare le proprie foto, e questo post è dedicato a loro e a chiunque voglia rafforzare le proprie basi (o fare un ripasso).

Le regole sono poche e semplicissime (le trovate riassunte nell’infografica in fondo alla pagina) e in più c’è qualche curiosità sfiziosa che non vedo l’ora di condividere con voi.

Come sono “nati” gli hashtag?

Non sono sempre esistiti, anzi, sono un fenomeno piuttosto giovane. Pare che il twit in cui per la prima volta un utente ha proposto di usare il cancelletto per raggruppare i post per argomento risalga del 24 agosto 2007. Naturalmente allora gli hashtag non erano link, gli utenti del social network dovevano cercare la sequenza “cancelletto+parola chiave” nella stringa di ricerca per trovare i post che l’autore aveva intenzionalmente tematizzato in questo modo.

Twitter li ha trasformati in link nel 2009 e gli altri social network si sono accodati. Instagram, applicazione nata nel 2010, ha aggiunto gli hashtag cliccabili nel 2011, seguita più recentemente da Facebook.

C’è qualcosa che devo sapere?

L’uso degli hashtag è molto semplice e il funzionamento è intuitivo. Non sono altro che parole o frasi che si possono usare per tematizzare dei contenuti. Cliccandoci sopra si viene reindirizzati a un feed che contiene tutti i post (foto e video, nel caso di Instagram) sui quali è stato usato un certo hashtag. Per quanto riguarda Instagram, queste sono le cose da tenere a mente:

  • Le foto vengono visualizzate in ordine cronologico.

    Agli esordi di Instagram non era così, e una foto compariva nel feed di un hashtag nel momento in cui veniva taggata. Ora le foto vengono visualizzate in ordine di pubblicazione, per cui non è particolarmente utile aggiungere un tag a giorni di distanza dalla pubblicazione di una foto (a meno che quel tag non contenga un numero molto ridotto di post!).

  • Puoi mettere gli hashtag nel primo commento.

    C’è chi scrive gli hashtag direttamente nella didascalia della foto (magari usando dei puntini o dei segni di separazione) e chi li inserisce nel primo commento. Non c’è un modo migliore di un altro, dipende solo dalle abitudini di chi pubblica. Io preferisco metterli in un commento, per non distrarre troppo dalla didascalia, alla quale accosto solo qualche tag particolarmente rilevante (non più di uno o due). Per alcuni mesi Instagram ha visualizzato i suggerimenti degli hashtag più usati solo se questi venivano scritti all’interno della didascalia, quindi molti instagramers hanno iniziato a inserirli lì per questa ragione. Ora la funzione pare cambiata e i suggerimenti vengono visualizzati anche se i tag si digitano nei commenti.

  • Puoi taggare solo le tue foto.

    Probabilmente è scontato da dire, ma solo i tag aggiunti dall’autore della foto la fanno comparire nel feed dei post correlati. Aggiungere un tag a una foto pubblicata da qualcun altro non avrà nessun effetto, quindi se volete suggerire a un amico un certo hashtag dovete chiedergli esplicitamente di scriverlo in un commento a quel post.

  • Puoi usare solo lettere e numeri (ma adesso anche emoticon!)

    Gli hashtag non permettono l’uso di punteggiatura e caratteri speciali (che “rompono” il link), e questo può stare stretto a noi italiani, particolarmente appassionati di punteggiatura e con una lingua votata a frasi lunghe e complesse. Se state pensando di creare un vostro hashtag, dunque, siate semplici e concisi. Se non volete scrivere due parole attaccate (ma perchè no? pensate a #feliceadesso) potete provare a separarle con il trattino basso (underscore) ma questo renderà più difficile la digitazione. Alcuni usano la maiuscola per marcare il confine tra le parole (ad esempio #InstawalkCampidoglio) ma tenete conto che Instagram non considera maiuscole e minuscole, quindi se un utente scriverà #instawalkcampidoglio il tag funzionerà lo stesso (per fortuna!).
    Un piccolo accorgimento: da aprile 2015 Instagram permette di trasformare in tag anche le emoticon. Fate attenzione, dunque, a non inserire un’emoticon subito dopo un tag saltando lo spazio, altrimenti ne annullerete l’efficacia.

  • Sceglili con cura

    Di questo abbiamo già parlato nel primo post di questo blog. È bene scegliere tag con un numero non eccessivo di post (danno un’ottima risposta in termini di engagement, ad esempio, quelli sotto i 100k) e che non siano troppo generici (ad esempio no a #coffee). Se sei a caccia di hashtag piccoli e medi che ti regalino ispirazione e nuovi contatti segui i miei hashtag del mese qui sul blog.

  • Non spammare!

    Ultima regola, e forse la più importante: non usateli a sproposito! So che viene la tentazione di usare hashtag non correlati alla foto (lo faccio anch’io, per pigrizia, qualche volta 😱). Le ragioni dietro questa scelta, di solito, sono queste due: “più hashtag uso, più aumento la possibilità di prendere like, quindi perchè risparmiarli?” oppure “sono troppo pigra/o per inserirli in modo selettivo, quindi li copio e incollo sempre tutti insieme”. Per quanto riguarda il secondo punto, condividerò presto con voi un mio trucchetto per inserire molto velocemente hashtag suddivisi per argomento (stay tuned!).
    Riguardo all’engagement, invece, non è sempre vero: una foto di un paesaggio nel tag #flatlayforever, ad esempio,  c’entra come i proverbiali cavoli a merenda, e probabilmente gli utenti si limiteranno a ignorarla. Inoltre usare i tag a sproposito li fa “invecchiare” più in fretta (ne parlavamo in un altro post tempo fa) e quindi rischiano di essere “abbandonati” dagli utenti talentuosi e appassionati per i quali sono luoghi di scambio e punti di riferimento.

Vi lascio qui una piccola infografica che riassume quanto detto nel post e vi ringrazio per gli input che mi date. Se avete altre curiosità o se ci sono cose che vorreste leggere su queste pagine non esitate a darmi dei suggerimenti!

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Voi come usate i vostri hashtag? Avete qualche trucco per inserirli velocemente? Inserite sempre hashtag correlati o a volte vi fate prendere dalla pigrizia? ;)

Cinque ottimi motivi per partecipare a un Instawalk

Alcuni di voi sapranno che sono local manager di @igerstorino, una community reale e virtuale che fa capo all’associazione Igersitalia. Quest’ultima fa a sua volta parte di un’associazione mondiale nata nel 2011 con l’obiettivo di promuovere la fotografia “mobile”, ovvero realizzata e condivisa con smartphone e tablet.
Uno degli obiettivi dell’associazione, che mi sta molto a cuore, è trasformare i legami virtuali nati su Instagram in rapporti reali. Un #instawalk è una passeggiata fotografica durante la quale avvengono alcune cose meravigliose:

1. Conosci un luogo della tua regione/città che probabilmente ignoravi.

O se lo conoscevi magari non avevi mai pensato di guardarlo attraverso il display della tua fotocamera.

2. Finalmente puoi dare ai nickname di Instagram una faccia.

Quante risate quando qualcuno mi indica e mi dice “aspetta, ma io ti conosco, tu sei Zuccaviolina!”.

3. Non ti vergogni a piazzarti in mezzo alla strada per fotografare un paesaggio.

Ehi, sei a un Instawalk, quindi sei autorizzato (anzi, incoraggiato) a scattare compulsivamente foto a qualsiasi cosa.

4. Hai un sacco di soggetti per i tuoi ritratti (che ti capiscono perfettamente).

Nessun instagramer si stupirà della tua richiesta quando gli dirai “vai laggiù e girati di spalle, grazie” oppure “potresti prendere in mano il bicchiere e restare perfettamente immobile mentre salgo sulla sedia per scattare una foto”?

5. Non guadagni followers ma amici.

Che diciamocelo, è la cosa più importante. ♥

Bello! Quando lo rifate?

Prestissimo! Il prossimo appuntamento è sabato 11 febbraio all’ #InstawalkCampidoglio!

A questa pagina trovate tutte le info! Non potete mancare ;)

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Precisazione assolutamente necessaria: la bellissima foto di copertina di questo post è stata scattata da @rodvaveloce

Gli hashtag di Febbraio

Come promesso, eccoci qui a parlare degli hashtag su cui mi piacerebbe sperimentare insieme a voi durante il mese di Febbraio.

#bookishhygge

Questo hashtag è stato lanciato da un profilo che amo molto, che è una gioia per gli occhi di tutti gli amanti della carta stampata (e illustrata). Perfino io, che sono dichiaratamente una fan degli ebook e della lettura su qualsiasi supporto digitale ne sono comunque profondamente innamorata. Sto parlando di @abookishbaker, una blogger che vive nella campagna inglese (ha anche una fattoria ♥) e che pubblica sul suo feed stupende foto di libri, penne e quaderni in un contesto rustico veramente stupendo.

A questo punto mi pare doveroso un piccolo approfondimento sulla parola Hygge (un must di questo inverno 2017). Si tratta di un concetto della lingua danese, intraducibile per noi italiani, che ha a che fare con la gioia di vivere e con la serenità quotidiana. Ho letto un bel libro (naturalmente in ebook) ;) sul “metodo danese” che spiega che, al di là delle definizioni superficiali, i danesi hanno una vita serena perchè hanno un modo particolare di ristrutturare le situazioni negative volgendole sempre in termini positivi (“Fa freddo? Bene, almeno non siamo in vacanza”) e di giudicare gli altri separando sempre il comportamento di una persona dal suo valore, senza affermazioni perentorie (non dicono “Carlo è antipatico” ma “Carlo questa volta si è comportato male”). Questo atteggiamento, insieme all’abitudine a riunire la famiglia per cene/pranzi e al meraviglioso design nordico delle loro abitazioni, pare che li renda il popolo più felice del mondo.

Questo hashtag può essere insieme un buon esercizio di fotografia e di serenità. Qui trovate qualche foto dal feed #bookishhygge:

#fridayfacelessportrait

Qualche giorno fa, mentre pensavo ai tag da proporvi per febbraio, mi si è riproposto in tutta la sua meraviglia questo hashtag creato da @lapinblu. Anche lei è inglese (come non amare il loro stile tranquillo e raffinato?) ed è una fotografa che si definisce “mamma single, visual storyteller e aspirante avventuriera“.

Ogni venerdì scatta un “faceless portrait”, cioè un ritratto senza faccia a se stessa o a qualcun altro, e invita tutti noi a fare lo stesso. Ogni settimana, inoltre, ospita sul suo profilo instagram le foto che le sono piaciute di più.

fridayfacelessportrait.png
Collage di @lapinblu

Non siete obbligati a pubblicare la foto di venerdì, ma il fatto di avere un giorno della settimana come termine può rendere la sfida ancora più interessante.

Questo stile fotografico è perfetto per i timidi, ma anche per tutti i genitori-instagramers che non se la sentono di condividere il viso dei propri figli sui social.

#tv_neatly

Chi ha partecipato al challenge #gioiedinatale ha già sperimentato l’hashtag #thingsorganizedneatly, che letteralmente significa “cose organizzate in modo intelligente“. La prima a rendere famoso questo stile su Instagram (perchè parlare di invenzione nel campo della fotografia è difficile) è la talentuosa fotografa americana @emilyblincoe. Qui sotto alcune delle sue bellissime foto di oggetti ben organizzati:

Per febbraio però, invece di proporvi il tag principale, vi propongo l‘hashtag #tv_neatly, che conta “solo” 24mila post. Come ho accennato nel mio post precedente, utilizzare un tag con un numero limitato di post potrebbe garantire una visibilità maggiore ai vostri scatti e aiutarvi a creare legami reali e duraturi con altri instagramers.

“TV” è l’acronimo di Transfer Visions, una community virtuale di cui non sono riuscita a ricostruire le origini (qualcuno le conosce? Chiedo aiuto a voi!) che si declina in tantissimi profili Instagram tematici e stilistici. Ne esistono dedicati al cibo, ai fiori, ai paesaggi, ecc…

Gli amministratori profilo @tv_neatly attingono all’hashtag omonimo per ripostare alcune foto sulla loro pagina (quale delle tre è mia?) :D.

La cifra stilistica di questo hashtag sono, secondo me, foto ordinate e piene di oggetti ma caratterizzate da un’atmosfera un po’ vintage e romantica.

Come si partecipa agli hashtag del mese?

Se volete esercitarvi con me su questi hashtag per tutto il mese di febbraio non dovete fare altro che scattare, quando vi va, delle foto coerenti con questi stili e usare i tag consigliati accanto al tag #feliceadesso. Mi piacerebbe davvero tanto che questa diventasse un’occasione per scambiarci ispirazione e consigli e farò del mio meglio per rispondere a tutti i vostri dubbi e le vostre domande.

Che ne pensate di questi hashtag? Vi va di partecipare? Avete dei tag del cuore da consigliarmi per i prossimi mesi? Tutti i consigli sono ben accetti! ♥

 

Come scelgo i miei hashtag per Instagram (e una proposta per voi)

Appena mi sarò ripresa dallo stupore di aver aperto un blog (l’ho fatto davvero?) e di stare scrivendo il mio primo post (lo state leggendo sul serio?) proverò a rispondere a alcune domande che mi vengono fatte abbastanza spesso a proposito degli hashtag.

A cosa servono gli hashtag su Instagram?

Io li trovo utili soprattutto per queste tre ragioni:

  • Usare gli hashtag sulle proprie foto le rende visibili a più persone. Questo però avviene solo se sono scelti con cura. Non vi consiglio di usare hashtag troppo generici come #coffee o troppo abusati come #photooftheday, le cui gallerie contano rispettivamente 61 e 382 milioni di post. Questo perchè la vostra foto sarebbe condannata entro pochi secondi alla fine del proverbiale ago disperso nel pagliaio.
  • Cliccando sopra gli hashtag si aprono gallerie di foto, alcune delle quali davvero molto belle, da cui prendere ispirazione. Sono fermamente convinta che il modo migliore per imparare a fare delle belle foto sia guardare quelle degli altri e capire perchè ci piacciono.
  • Un hashtag può diventare una community, cioè un gruppo di persone con cui scambiare like, commenti ma soprattutto idee e emozioni. È il caso della community che si è raccolta intorno al mio (ma soprattutto vostro!) tag #feliceadesso, nel quale vengono postate ogni giorno decine di bellissime foto, tra cui queste:

Come scelgo i miei hashtag?

Ogni minuto vengono creati centinaia, probabilmente migliaia di  nuovi hashtag. Come trovare quelli giusti per voi?

  • Un buon modo è seguire Instagramers, blogger e fotografi appassionati su tutti i loro canali social e “rubare” loro le magiche paroline precedute dal cancelletto.
  • Un secondo sistema, efficace ma un po’ dispendioso in termini di tempo, è fare hashtag surfing, cioè scorrere gli hashtag che accompagnano le foto che vi piacciono, cliccare su uno, aprire un’altra foto che vi piace, seguire un altro hashtag, e così via fino a perdere pericolosamente la cognizione del tempo (ne so qualcosa). ;)
    Instagram adesso propone anche, per gli hashtag particolarmente usati, una lista di hashtag correlati, che vi possono aiutare in questa esplorazione.

    photo_2017-01-31_11-15-55.jpg

Un hashtag non è (quasi mai) per sempre

Quasi sempre accade che quando gli hashtag diventano molto popolari vengono invasi di spam, cioè di post non correlati al tema dell’hashtag, o peggio, immagini che pubblicizzano siti poco raccomandabili o moralmente discutibili. ;)

Per questo la ricerca degli hashtag belli e portatori di ispirazione deve essere continua e non finire mai.

Una proposta: gli hashtag del mese

Sono una donna (e un’instagramer) fortunata, perchè sono circondata di una bellissima comunità di persone che interagiscono molto tra loro, e che (con mio grande stupore) si fidano di me ♥. Per questo ho deciso che proporrò ogni mese alcuni hashtag che mi sembrano adatti alla stagione e al momento dell’anno, sui quali sperimenteremo insieme, accompagnandoli al tag #feliceadesso per tenerci in contatto tra noi.

Che ne dite? Nei prossimi giorni pubblicherò il post sugli hashtag di febbraio, quindi stay tuned!

Voi come scegliete i vostri hashtag? Quali sono i vostri preferiti? Se vi va lasciate un commento per raccontarmi le vostre esperienze e i vostri dubbi.