Gli hashtag: guida per principianti (con infografica)

Dopo essere partita in quarta con gli hashtag del mese mi sono resa conto di aver un pochino tralasciato le basi. Alcune persone mi hanno chiesto se ci sono delle regole o delle cose da sapere prima di iniziare a taggare le proprie foto, e questo post è dedicato a loro e a chiunque voglia rafforzare le proprie basi (o fare un ripasso).

Le regole sono poche e semplicissime (le trovate riassunte nell’infografica in fondo alla pagina) e in più c’è qualche curiosità sfiziosa che non vedo l’ora di condividere con voi.

Come sono “nati” gli hashtag?

Non sono sempre esistiti, anzi, sono un fenomeno piuttosto giovane. Pare che il twit in cui per la prima volta un utente ha proposto di usare il cancelletto per raggruppare i post per argomento risalga del 24 agosto 2007. Naturalmente allora gli hashtag non erano link, gli utenti del social network dovevano cercare la sequenza “cancelletto+parola chiave” nella stringa di ricerca per trovare i post che l’autore aveva intenzionalmente tematizzato in questo modo.

Twitter li ha trasformati in link nel 2009 e gli altri social network si sono accodati. Instagram, applicazione nata nel 2010, ha aggiunto gli hashtag cliccabili nel 2011, seguita più recentemente da Facebook.

C’è qualcosa che devo sapere?

L’uso degli hashtag è molto semplice e il funzionamento è intuitivo. Non sono altro che parole o frasi che si possono usare per tematizzare dei contenuti. Cliccandoci sopra si viene reindirizzati a un feed che contiene tutti i post (foto e video, nel caso di Instagram) sui quali è stato usato un certo hashtag. Per quanto riguarda Instagram, queste sono le cose da tenere a mente:

  • Le foto vengono visualizzate in ordine cronologico.

    Agli esordi di Instagram non era così, e una foto compariva nel feed di un hashtag nel momento in cui veniva taggata. Ora le foto vengono visualizzate in ordine di pubblicazione, per cui non è particolarmente utile aggiungere un tag a giorni di distanza dalla pubblicazione di una foto (a meno che quel tag non contenga un numero molto ridotto di post!).

  • Puoi mettere gli hashtag nel primo commento.

    C’è chi scrive gli hashtag direttamente nella didascalia della foto (magari usando dei puntini o dei segni di separazione) e chi li inserisce nel primo commento. Non c’è un modo migliore di un altro, dipende solo dalle abitudini di chi pubblica. Io preferisco metterli in un commento, per non distrarre troppo dalla didascalia, alla quale accosto solo qualche tag particolarmente rilevante (non più di uno o due). Per alcuni mesi Instagram ha visualizzato i suggerimenti degli hashtag più usati solo se questi venivano scritti all’interno della didascalia, quindi molti instagramers hanno iniziato a inserirli lì per questa ragione. Ora la funzione pare cambiata e i suggerimenti vengono visualizzati anche se i tag si digitano nei commenti.

  • Puoi taggare solo le tue foto.

    Probabilmente è scontato da dire, ma solo i tag aggiunti dall’autore della foto la fanno comparire nel feed dei post correlati. Aggiungere un tag a una foto pubblicata da qualcun altro non avrà nessun effetto, quindi se volete suggerire a un amico un certo hashtag dovete chiedergli esplicitamente di scriverlo in un commento a quel post.

  • Puoi usare solo lettere e numeri (ma adesso anche emoticon!)

    Gli hashtag non permettono l’uso di punteggiatura e caratteri speciali (che “rompono” il link), e questo può stare stretto a noi italiani, particolarmente appassionati di punteggiatura e con una lingua votata a frasi lunghe e complesse. Se state pensando di creare un vostro hashtag, dunque, siate semplici e concisi. Se non volete scrivere due parole attaccate (ma perchè no? pensate a #feliceadesso) potete provare a separarle con il trattino basso (underscore) ma questo renderà più difficile la digitazione. Alcuni usano la maiuscola per marcare il confine tra le parole (ad esempio #InstawalkCampidoglio) ma tenete conto che Instagram non considera maiuscole e minuscole, quindi se un utente scriverà #instawalkcampidoglio il tag funzionerà lo stesso (per fortuna!).
    Un piccolo accorgimento: da aprile 2015 Instagram permette di trasformare in tag anche le emoticon. Fate attenzione, dunque, a non inserire un’emoticon subito dopo un tag saltando lo spazio, altrimenti ne annullerete l’efficacia.

  • Sceglili con cura

    Di questo abbiamo già parlato nel primo post di questo blog. È bene scegliere tag con un numero non eccessivo di post (danno un’ottima risposta in termini di engagement, ad esempio, quelli sotto i 100k) e che non siano troppo generici (ad esempio no a #coffee). Se sei a caccia di hashtag piccoli e medi che ti regalino ispirazione e nuovi contatti segui i miei hashtag del mese qui sul blog.

  • Non spammare!

    Ultima regola, e forse la più importante: non usateli a sproposito! So che viene la tentazione di usare hashtag non correlati alla foto (lo faccio anch’io, per pigrizia, qualche volta 😱). Le ragioni dietro questa scelta, di solito, sono queste due: “più hashtag uso, più aumento la possibilità di prendere like, quindi perchè risparmiarli?” oppure “sono troppo pigra/o per inserirli in modo selettivo, quindi li copio e incollo sempre tutti insieme”. Per quanto riguarda il secondo punto, condividerò presto con voi un mio trucchetto per inserire molto velocemente hashtag suddivisi per argomento (stay tuned!).
    Riguardo all’engagement, invece, non è sempre vero: una foto di un paesaggio nel tag #flatlayforever, ad esempio,  c’entra come i proverbiali cavoli a merenda, e probabilmente gli utenti si limiteranno a ignorarla. Inoltre usare i tag a sproposito li fa “invecchiare” più in fretta (ne parlavamo in un altro post tempo fa) e quindi rischiano di essere “abbandonati” dagli utenti talentuosi e appassionati per i quali sono luoghi di scambio e punti di riferimento.

Vi lascio qui una piccola infografica che riassume quanto detto nel post e vi ringrazio per gli input che mi date. Se avete altre curiosità o se ci sono cose che vorreste leggere su queste pagine non esitate a darmi dei suggerimenti!

PICCOLA GUIDA AGLI HASHTAG (1).png

Voi come usate i vostri hashtag? Avete qualche trucco per inserirli velocemente? Inserite sempre hashtag correlati o a volte vi fate prendere dalla pigrizia? ;)

15 pensieri riguardo “Gli hashtag: guida per principianti (con infografica)

  1. Sono tremendamente pigra per quanto riguarda gli hashtag. Li raggruppo in base all’argomento e li tengo nell’app delle note del mio smartphone, attualmente uso due gruppi di hashtag: uno riguardante i libri e uno per le foto di lifestyle. Diciamo che quelli che tengo a portata di mano nelle note sono quelli che rimangono fissi, ma dopo che li ho copiati su Instagram, prima di pubblicarli, ne aggiungo sempre uno o due relativi alla foto. Per esempio, se condivido una foto di un libro Harry Potter, prima incollerò tutti gli hashtag della bookish community e poi aggiungerò di mio quelli relativi al soggetto (#harrypotter, #pottermore, #potterhead, ecc.). :)

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    1. Grazie Alice per il suggerimento che mi pare ottimo! Anch’io cerco di aggiungerne sempre qualcuno più specifico a memoria prima di pubblicare (e in questo la funzione suggerimenti di Instagram è molto utile)! Tanto amore per i tag a tema Potter, naturalmente ❤️. Un abbraccio e a presto!

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  2. Ciao Marta, grazie per questo post! Io devo migliorare molto su questo aspetto…la mia gallery (e così anche i miei gruppi di hashtags) è divisa fra le mie creazioni, le mie colazioni (fra cui c’è anche #coffee !!!) e qualche foto paesaggistica/natura (qui metto hashtag a caso…). Prometto di impegnarmi!!! :)

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    1. Ciao cara, sei già stata brava a tematizzare per argomenti! Ora si tratta solo affinare un po’ la tecnica (e poi un po’ di sacrosanta pigrizia ogni tanto ci sta eh 😉 ) e di esplorare qualche hashtag nuovo (ma a quello ci penso anche io con gli hashtag del mese eheh). Un abbraccio e grazie! ❤

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  3. Ciao Marta! È sempre un piacere leggerti! Leggendoti mi son trovata abbastanza sul pezzo diciamo ;-) Per quanto riguarda l’inserimento degli hashtag io ho una nota salvata nel telefono che aggiorno di tanto in tanto. L’ho organizzata per argomenti in modo tale che quando pubblico una foto so già in quale gruppo pescare, poi prima di cliccare magari ne aggiungo qualche altro più specifico. Diciamo che questo mi aiuta molto ma rimane un bel “lavoro” comunque quello di individuare ed usare gli hashtag giusti. Grazie per quelli che ci suggerisci tu!!

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  4. Ciao Marta!:) grazie a questo post ho imparato un po’ di cose che non sapevo, avendo uno smartphone solo da due anni, anche se appassionata della piattaforma guardandola dal pc, prima non potevo fare molto e le evoluzioni del social ne ho viste poche (anche se è è soprattutto adesso che ne sta avendo parecchie!). Comunque anche io sto cercando di averne sempre di calzanti in modo tale che siano sempre coerenti con l’immagine che propongo e come diceva Alice qui in un commento, anche io li ho già pronti in una nota del cellulare in modo da andare a colpo sicuro per quelli di base e poi sistemarli a seconda del caso. Io pure sono team #primocommento, anche perché, non mi ricordo dove l’ho letto ma effettivamente è vero, mettendoli lì e non tutti nella didascalia è possibile condividere la foto anche su altri social senza inondarli di cancelletti e parole! A questo proposito ti chiedo: tu come fai interagire per esempio il tuo account Insagram e la tua pagina Facebook? Carichi le foto dal primo al secondo, oppure le carichi separatamente e magari non tutte? Ti domando perché non so per quale motivo ma “sento” molto la differenza tra questi due social e non vorrei inondare la mia bacheca con foto che stanno meglio in acque instagrammiane. So’ problemi, ahaha ;)
    ps: spero di non spammare con troppi commenti uguali, ma non sono sicura si sia caricato il commento!

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    1. Ciao Chiara, grazie mille per il tuo commento! Mi sembra che sugli hashtag ti sei organizzata benissimo, complimenti!
      Per quanto riguarda la pubblicazione automatica su altri social, so che molti la sconsigliano a priori, dicendo, come suggerisci tu, che i contenuti devono essere pensati esplicitamente per il mezzo con cui li condividi, e quindi non sono intercambiabili. Io, lo ammetto, per molto tempo ho pubblicato automaticamente i miei post di instagram su twitter e facebook in modo indiscriminato. Ultimamente sto cercando di differenziare un po’, soprattutto per twitter, su cui la resa della foto di instagram non è ottimale (la foto non si vede, viene visualizzato solo il link, e la didascalia risulta tagliata). Secondo me devi trovare un equilibrio che funzioni per te in termini di tempo che spendi sui social e di resa nel rapporto con i tuoi followers. 😊 È un argomento molto interessante, comunque, e ti ringrazio per avermi dato questo spunto di riflessione. Magari più avanti potrei scriverci un post dedicato. Grazie e un abbraccio!

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