Gli hashtag di febbraio

Ci siamo! Non è stato facilissimo approdare davanti al computer a scrivere questo post perchè sono giorni davvero molto pieni, ma sono felice perchè sto seguendo progetti e lavori che mi riempiono di emozioni e idee.

Prima degli hashtag una doverosa premessa: su Instagram trovo sempre più profili bellissimi e sinceri. Praticamente ogni foto che vedo è corredata da una descrizione emozionante e coinvolgente, che trasporta nella vita dell’altro e fa riflettere sulla propria: per dirlo in una parola, un racconto. E non posso che gioire del fatto che, al di là di tutti gli algoritmi, il marketing e le strategie ci siano così tante persone che usano i social network per la cosa allo stesso tempo più antica e più generosa del mondo: raccontarsi delle storie.

#calmfluencer

Ho scoperto tempo fa che c’è chi trova la parola “influencer” molto antipatica e addirittura preferisce evitarla. Indubbiamente lo stretto legame di questo termine con il mondo del  marketing gioca a suo sfavore dal punto di vista della simpatia, ma io, che sono estremamente tollerante con tutto ciò che riguarda la lingua, non lo detesto affatto.

Ma veniamo a questo hashtag, che invece è semplicemente adorabile senza possibilità di replica (sfido chiunque a dire il contrario!). L’ha inventato la mente eccezionalmente creativa di Giulia @unpeusauvage, knitter e blogger italiana dall’animo nordico. Mi ha colpita l’episodio che ci sta dietro, che racconta sul suo blog: una persona un giorno le ha scritto qualcosa come “le tue foto mi danno un senso di calma e di pace” e in quel momento lei ha maturato la consapevolezza di stare facendo, nel suo piccolo, qualcosa di profondamente buono. Io non posso che confermare questa impressione proponendovi qui qualcuno dei suoi stupendi scatti:

Che immagini raccoglie allora il tag #calmfluencer? Tutte quelle che mettono a tacere per un attimo la fretta e la frenesia della vita, e regalano a chi guarda (e a chi pubblica) un momento di serenità.

#faidellordinariounapoesia

Un giorno la fotografa e storyteller @giui mi ha chiesto cosa ne pensassi del suo hashtag. Le ho risposto “è stupendo! ma che cosa vuoi farci? raccogliere i tuoi lavori, proporlo agli altri, creare una community?” Lei, che oltre ad essere una creativa straordinaria è una persona immensamente riflessiva, si è presa del tempo per pensarci e qualche giorno fa, come se riprendessimo un discorso lasciato poco prima, mi ha scritto in direct “ci ho pensato, voglio che #faidellordinariounapoesia diventi una community”.

Il proposito del lavoro di Giui, uso le sue parole per dirvelo, è

“trasformare le storie di uomini ordinari in poemi ed impegnarsi nel trovare ogni giorno poesia in tutto ciò che la circonda”. E questo è quello che vi chiede di fare quando usate questo hashtag, sia con le immagini sia con i testi che le accompagnano.

Scorrendo il feed direi che ci sta riuscendo benissimo, e vi invito a dare il vostro contributo.

L’altra buona notizia è che alla persona il cui scatto l’avrà colpita di più regalerà un servizio fotografico di famiglia nel suo studio!

#feetmeetfloors

Inquadrare i piedi con lo smartphone e scattare. È indubbiamente uno dei gesti che ho compiuto più volte da quando sono iscritta ad Instagram e credo che non mi stancherò mai di farlo. Sono stata folgorata anni fa dall’hashtag #fromwhereistand (che ormai ahimè è un po’ inflazionato) e non ho più potuto fare a meno di immortalare in questo modo i miei passi.

Questo hashtag, da appena quindicimila post, è un gioiellino ricco di bellissime foto. Della sua ideatrice @yessiamfree so poco, ma quel poco mi piace tantissimo: si chiama Hanan, vive in Svezia ma è di origine marocchina, e ha lanciato una linea di cosmetici naturali e sostenibili (il sito ahimè è in svedese). Mi affascina anche il vezzo che ha di non mostrare mai il viso, mantenendo sempre un alone di mistero sulla sua identità.

Ecco qui, invece, qualche foto dall’hashtag #feetmeetfloors. Hanan ha anche fondato un profilo instagram dedicato sul quale ripropone le sue foto preferite del feed.

Altro compito per il mese, quindi: guardare per terra, notare le meravigliose texture di piastrelle, marciapiedi e pavimenti, e catturare la bellezza del momento con una foto.

Per riprendere il discorso iniziale, non vedo l’ora di sbirciare nei vostri profili (mi raccomando usate sempre anche il tag #feliceadesso) e di scoprire i vostri preziosi racconti fatti di immagini e parole. In fondo, stavo pensando, a cosa servono le storie? A riconoscere noi stessi negli altri, a sentirci simili e a guardare l’orizzonte insieme senza avere più paura.

Come sempre la vostra opinione conta tantissimo per me, quindi fatemi sapere cosa ne pensate di questi hashtag, se li conoscevate già o se vi hanno dato un po’ di ispirazione. :)

2 pensieri riguardo “Gli hashtag di febbraio

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