#gioiedinatale 2018: un calendario dell’avvento fatto per creare

Non è un caso che il Natale cada nei giorni più bui dell’anno. Al di là di tutte le considerazioni antropologiche, è semplicemente miracoloso che l’uomo abbia trovato il modo di trascorrere circondato di luci, colori e persone amate il momento più oscuro e potenzialmente spaventoso del calendario.

Attendere un giorno di festa è come essere innamorati: sappiamo che ci aspetta un momento magico, non osiamo immaginarlo troppo ma allo stesso tempo non riusciamo a smettere di pensarci. Non c’è stato d’animo migliore per sviluppare la creatività e la condivisione e per questo per la quarta volta, anche quest’anno, vi propongo il contest #gioiedinatale.

Come funziona?

Si pubblica una foto al giorno dall’1 al 25 dicembre, e ogni foto diventa un’immaginaria casellina del nostro calendario dell’avvento collettivo. Per aiutarvi, e per rendere il gioco più divertente, vi propongo ogni giorno un hashtag da usare come spunto creativo. Di molti di questi tag vi ho già parlato sul blog nei mesi passati, ma ci sono alcune new entry (che adoro).

Sotto l’immagine trovate l’elenco completo con una descrizione di ogni hashtag. Per le altre info sul funzionamento del contest invece saltate in fondo al post!

#gioiedinatale 2018

Tenete il dito premuto sull’immagine per salvarla!

1. #homeisacupoftea
Si parla di tazze fumanti e di sentirsi veramente a casa. L’hashtag l’ha inventato @me_and_orla a partire da una graphic novel di Candice Rose Rardon. Ne ho parlato in un post dell’anno scorso e a dire la verità l’avevo già inserito nella passata edizione del contest, ma lo trovo troppo bello per farne a meno. Ne ho parlato qui.

2. #selfiesforintroverts
Hashtag creato da @littlefamilylondon per tutti coloro che sono troppo timidi per farsi uno scatto a figura intera. Sono ammese foto di spalle, con il volto coperto, o in cui si intravede solo in parte la figura. Oltre a essere perfette per i timidi sono anche molto poetiche! Ne ho parlato qui.

3. #alritmolentodellestagioni
Quest’hashtag è una new entry sul blog ma è uno dei miei preferiti di sempre. È nato per celebrare la bellezza del passare del tempo: cambiano le temperature, le abitudini, i colori, e insieme a loro cambiamo anche noi. L’ha inventato la bravissima @fiordelvento.

4. #viaggiaresottocasa
La bellezza è sotto i nostri occhi: il duomo della nostra città, i rami degli alberi imbiancati di brina, l’insegna anni ’70 del bar sotto casa. Questo hashtag ideato da @rob.giu è un invito ad aguzzare la vista a caccia di meraviglie quotidiane. Ne ho parlato qui.

5. #moodofmywindow
Hashtag coniato dall’instagramer norvegese @earlymorningheart, che ci invita a riscoprire uno dei set fotografici più fotogenici della casa: il davanzale della finestra. Luminoso, poetico e allo stesso tempo accogliente e proiettato verso il mondo. Ne ho parlato qui.

6. #hounastoriaperte
Oggi la protagonista è la didascalia della vostra foto: 2200 caratteri per raccontare una storia, non importa se autobiografica o inventata, se realistica o fantastica, le parole costruiscono mondi vividi quanto le foto. Hashtag made in @zuccaviolina e @latatamaschio. Ne ho parlato qui.

7. #giornodifulmine
Innamorarsi è una delle attività più creative in assoluto. Questo hashtag di @pollaz è un invito a condividere il nostro colpo di fulmine quotidiano con una foto (o una didascalia, perchè no?). Di cosa vi siete invaghiti oggi? Ne ho parlato qui.

8. #hoquestacosacolnatale
In inglese “to have a thing with” significa essere fissati, ossessionati, e ho la sensazione che qui siamo in tanti ad avere questo problema col Natale! Largo a decorazioni, lucine e naturalmente… alberi di Natale! L’idea è di @aliceofm, autrice anche dell’hashtag #hoquestacosaconlautunno, di cui ho parlato qui.

9. #continuiamoaleggere
I libri sono un soggetto molto fotogenico: aperti, chiusi, impilati, usati come sfondo o come “prop”. In più, hanno tutta la magia delle storie che portano con sè. Questo hashtag è di @elisagram, che ha anche aperto un profilo dedicato che si chiama proprio @continuiamoaleggere. È una new entry che volevo proporvi da mesi e questa mi è sembrata l’occasione perfetta.

10. #calmfluencer
Iniziamo la settimana con questo invito alla calma di @unpeusauvage, che ha giocato con le parole unendo il termine “calm” e “influencer”. Con la foto di oggi proviamo a trasmettere un senso di serenità e relax che buca lo schermo e invade chi la guarda. Ne ho parlato qui.

11. #faidellordinariounapoesia
A che serve la fotografia, se non a cercare la poesia nella vita di ogni giorno? Questa è l’unica regola che si è data @giui, la talentuosa fotografa che ha inventato questo hashtag, e oggi io propongo a voi di fare lo stesso meraviglioso esercizio. Ne ho parlato qui.

12. #feetmeetfloors
Le foto in cui si vedono i piedi di chi scatta sono facili da realizzare e trasportano immediatamente l’osservatore dentro la foto. Oggi sbizzarritevi con questo trend tipico di instagram usando l’hashtag inventato da @yessiamfree che ha creato anche una pagina dedicata. Ne ho parlato qui.

13. #diventiamopiccoli
Hashtag inventato da @latatamaschio in occasione della settimana per l’infanzia, che ha luogo a fine novembre. L’invito è quello di condividere una foto, un oggetto (o una decorazione natalizia?) di quando eravate piccoli per ritrovare un po’ di quella magia. Va benissimo anche un ricordo raccontato nella didascalia!

14. #allyoucantexture
Un hashtag che amo tantissimo, tanto che ve l’ho proposto anche l’anno scorso. L’ha inventato @unacarlotta ed è un invito a cercare nel mondo che vi circonda un motivo, un pattern da immortalare: maglioni di lana, muri foglie, pavimenti di piastrelle, lucine di natale, vale tutto! Ne ho parlato qui.

15. #baletter
Questo hashtag, inventato da @balenalab_copywriting, non riguarda la foto, ma la sua didascalia, ed è un invito a riscoprire sui social il piacere di scrivere lettere. Potete rivolgervi a un parente, a voi stessi, a un amico vero o immaginario (perchè non scrivere proprio a Lui, Babbo Natale?). Ne ho parlato qui.

16. #vivodiparticolari
È uno dei miei hashtag preferiti, e l’ha inventato @sandra_milillo, che ha fondato anche la pagina correlata @vivodiparticolari. L’obiettivo è attivare il radar per cogliere lo splendore nascosto intorno a noi: un filo d’erba ricoperto di brina, un vecchio piatto sbeccato, la lama di luce che filtra attraverso una porta. Ne ho parlato qui.

17. #showmethestreet
Un hashtag per la street photography dall’animo gentile, quella che aguzza gli occhi per cogliere l’incanto della quotidianità. Oggi vi invito, quindi, a esercitarvi guardare il luogo con cui vivete con occhi nuovi. L’idea è di @marikamarangella.

18. #rincorrerelabellezza
La comunicazione social che amo è un atto creativo costante, che obbliga gli occhi e il cuore a cercare continue fonti di meraviglia. La cosa stupenda è che quando le troviamo possiamo condividerle con gli altri. Questo è il proposito dell’hashtag di oggi, coniato da @stefiinstax. Ne ho parlato qui.

19. #coffeeandseasons
Da un’idea di @clangart e @marieinmay, quest’hashtag è pensato per le foto a tema stagionale che ritraggono il comfort drink per eccellenza. Per chi non ama il caffè esiste anche il tag gemello #teaandseasons. Il profilo dedicato @coffeeandseasons ripropone gli scatti più riusciti.

20. #fiorineifiori
Hashtag molto primaverile nato dall’inventiva di @marysol_life, dedicato alle foto creative con elementi naturali. Ma chi ci vieta di reintepretarlo sfoderando pigne, rametti di abete e stelle di Natale? Ne ho parlato qui.

21. #thequietwinter
Per il solstizio d’inverno vi propongo questo bellissimo hashtag coniato da @freyadowson, che ci ricorda come questa sia la stagione perfetta per ritrovare la calma di una passeggiata tra gli alberi spogli, di una tazza di tè bevuta in silenzio, di una serata in famiglia accanto alla stufa accesa.

22. #storieinviaggio
La vita è un continuo viaggio, non siamo mai veramente fermi. Questo è lo spirito con cui @jugiemme ha coniato questo hashtag, che non vale solo per chi è partito per passare le feste in qualche meta esotica (beato lui!), ma chiunque voglia condividere riflessioni, suggestioni, ricordi. Ne ho parlato qui.

23. #vivoinunarcobaleno
I colori sono importantissimi, non solo per la fotografia, ma perchè riempiono di gioia e armonia la nostra vita. Oggi vi chiedo di cogliere l’invito di @lepetitrabbit e di immortalare le meravigliose tinte che vi circondano (il Natale non è solo rosso, giusto?).

24. #viverelestagioni
Amo molto questo hashtag di @stella_bellomo, che ci sprona a entrare in armonia con il momento dell’anno che stiamo vivendo. È nato da poco ma ha già una gallery piena di scatti stupendi e mi sembra perfetto per condividere la magia della vostra vigilia.

25. #esercizidibellezza
Ho scelto questo stupendo hashtag inventato da @giovelab per l’ultimo giorno del nostro contest perchè penso ne racchiuda un po’ l’essenza. La comunicazione social dovrebbe essere, secondo me, nient’altro che questo: andare a caccia di bellezza e regalarla agli altri. Ne ho parlato qui.

Wow! Come si partecipa?

Per prima cosa condividete l’immagine con i temi del contest, o in un post o in una story (le troverete sempre disponibili nelle mie stories in evidenza) e invitate i vostri amici ad unirsi. Più siamo e più è divertente!

Pubblicate la foto del giorno usando l’hashtag proposto insieme al tag #gioiedinatale (questo è importantissimo, perchè sarà quello che scorrerò per scegliere le foto da premiare).

Non dovete pubblicare tutti i giorni, tranquilli, potete partecipare anche solo quando vi sentite più ispirati (però secondo me essere costanti è una bella sfida con se stessi).

Se avete un profilo privato valutate la possibilità di impostarlo come pubblico per tutta la durata del contest, altrimenti solo i vostri amici potranno vedere le vostre foto (neanche io le vedrò!).

Cercate di scattare foto nuove, perchè è creativo e divertente , ma se non ci riuscite usate pure foto già fatte in passato, purchè siano vostre.

Se vi siete persi una parte del contest non preoccupatevi, potete iniziare da quando volete, anche da oltre la metà!

Guardate le foto degli altri, scorrete l’hashtag #gioiedinatale, ispiratevi, fate amicizia! I social network non sono altro che una meravigliosa piazza virtuale dove cantare christmas carols gustando vin brulè.

Non sono da sola!

Quest’anno, visto che prevedo (e spero!) che partecipiate in tantissimi, avrò un’aiutante! Il mio folletto del Natale personale si chiama Michela e vive nella città più festiva di tutte! Esatto, sto parlando di @una_casa_a_new_york, alla quale ho fatto promettere che ci farà delle stories dalla città addobbata a festa. Oltre ad essere una fedelissima partecipante sin dalle prime edizioni del contest è chiaramente una persona che prende il Natale molto, molto sul serio, come potete intuire dalle foto qui sotto:

Inoltre ha l’indiscutibile pregio di vivere in un luogo con un fuso orario diverso dal mio, quindi quando io starò dormendo lei sarà sveglia e attiva per monitorare l’andamento del contest e rispondere alle vostre domande.

Bello, ma cosa si vince?

Ogni sei giorni, con il supporto di Michela, sceglierò alcune delle foto che mi hanno colpita di più e le ripubblicherò in un collage sul mio profilo.

Inoltre sceglierò, alla fine del contest, un vincitore assoluto a cui regalerò una consulenza via Skype con me, nella quale cui potrà farmi tutte le domande che vuole, anche le più scabrose, sul magico mondo di Instagram, sugli hashtag, sui follower, sulle stories, sul fotoritocco, sulle decorazioni natalizie o sul senso sella vita (sul quale, ehm, ammetto di essere meno preparata).

I premi più preziosi, però, credo che siano la creatività, la condivisione e l’amicizia che ho visto nascere in abbondanza, ogni anno, durante questo contest.

Che altro dire? Che la magia abbia inizio!

Qui sotto trovate la grafica da condividere nelle stories! Tenete premuto col dito sull’immagine per salvarla ⬇️

#gioiedinatale 2018 stories.png

 

Quella volta che ho chiesto a Instagram di smettere di seguirmi

Ho una storia da raccontarvi: una storia strana, che comincia bene e finisce bene, ma in mezzo è successo qualcosa che mi ha fatta pensare moltissimo al mio lavoro e al modo in cui tutti noi ci rapportiamo con questi meravigliosi, complicati e anarchici strumenti che sono i social network.

Il repost

Tutto è cominciato quando un mese fa il profilo ufficiale di @instagram ha ripostato una mia foto. Era un sabato qualsiasi, stavo prendendo una tisana con il mio compagno e la mia mamma e SBAM: sono stata travolta da decine, centinaia di notifiche. Se volete vedere la mia faccia qualche secondo dopo la rivelazione l’ho immortalata in una story in evidenza. Nel post qui sotto racconto più o meno com’è andata, compreso il fatto che un dipendente di Instagram, qualche giorno prima, mi avesse avvisata, ma io non ci avessi creduto:

View this post on Instagram

E così una settimana fa è successo: Instagram mi ha repostata. Questa foto, che avevo pubblicato il 15 maggio sul mio profilo, è stata condivisa da @instagram in persona il 6 ottobre, per festeggiare l’ottavo compleanno dell’app. 🍫 È stato un po’ come quella volta che ho vinto un uovo di Pasqua gigante alla lotteria del negozio sotto casa. “Guarda che l’hai vinto tu, sul serio! Pesa cinque chili!” mi ha dovuto ripetere più volte la panettiera, con voce giuliva, mentre mi porgeva il sacchetto del pane. Il fatto è che, come con l’uovo di Pasqua, non ci ho creduto subito. C’era stato, qualche giorno prima, un commento che mi avvisava delle intenzioni di Instagram (lo trovate ancora sotto il post di maggio) ma io non mi ero fidata! “Figuriamoci se su un miliardo di utenti ripubblicano proprio me! Anzi questo tizio vorrà la mia mail per hackerarmi il profilo” ho pensato, orgogliosa di questo mio inedito moto di astuzia. Così, sabato scorso, quando ho visto arrivare una quantità inaudita di notifiche, non ho capito subito. Ho iniziato a intuire qualcosa dopo un messaggio vocale di @val_ina: “apri Instagraaaam, sei su Instagraaaam!”. Cosa? In che senso? Insomma per farla breve prima sono stata incredula, poi felice e orgogliosa come se avessi ricevuto una laurea ad honorem (non credo che esista una parola per esprimere la sensazione che si prova davanti alla notifica “@instagram ha iniziato a seguirti su Instagram”). ❤️ La conseguenza è che sono approdate a questo profilo qualcosa come settemila persone nuove (e ne stanno ancora arrivando!) e sono divisa tra la responsabilità di raccontare la mie storia a così tanta gente e la tentazione di perdermi a osservare le loro vite in tutti gli angoli più remoti della terra. Ma la cosa che mi ha stupita di più è stato l’abbraccio virtuale che ho ricevuto da tutti voi. Sono commossa all’idea che qualcuno abbia a cuore i miei successi quanto (o forse ancor più di) me. Siete stupendi, e riscaldate l’anima almeno quanto quei cinque chili di cioccolato. 🙏🏻 #feliceadesso #myinstagramlogo

A post shared by Marta Pavia – #feliceadesso (@zuccaviolina) on

Ovvio che sono stata enormemente felice di aver ricevuto questo riconoscimento, che sta all’instagramer più o meno come una laurea ad honorem sta ad un accademico, e mi ha fatto ancora più piacere l’abbraccio virtuale in cui tutti voi mi avete stretta dopo averlo saputo.

I nuovi follower

Naturalmente dopo il repost sono stata raggiunta da centinaia, anzi migliaia di persone nuove da tutto il mondo. Il profilo stesso di Instagram, con mia immensa soddisfazione, è entrato a far parte dei miei seguaci.

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Ho avuto un po’ di ansia al pensiero che così tante persone entrassero a far parte della mia community, e che la maggior parte di esse non parlasse l’italiano (mi devo decidere a imparare l’inglese prima o poi), e le ho messe a tacere preparando una piccola story di presentazione in inglese (piena di strafalcioni, lo so).

Ma quando smettono?

Il fatto è che la valanga di nuovi follower, che avevo previsto si sarebbe esaurita nel giro di qualche giorno, non smetteva di travolgere il mio profilo. Dopo circa una settimana avevo raggiunto la ragguardevole cifra di 31.000 follower, circa 10.000 in più di quelli che avevo al momento del repost. Anche per una persona come me, decisamente poco avvezza ai numeri (come affermo, ironia della sorte, proprio nel post originario che instagram ha riproposto) una tale cifra iniziava ad essere vagamente sospetta.

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Questo screenshot è tratto da un sito utilissimo che si chiama Ninjalitics, che vi permette di visualizzare le statistiche pubbliche di qualsiasi profilo Instagram, vostro o di altri (saldo tra followers persi/guadagnati ogni giorno, tasso di engagement, post recenti con le migliori prestazioni). Come potete vedere dopo il repost la crescita è stata esponenziale e quasi incontrollata.

Devo iniziare a preoccuparmi?

Con il passare delle settimane la situazione non accennava a cambiare. “Ti seguono persone nuove, qual è il problema?” mi diceva qualcuno. Il fatto è che i profili di questi nuovi seguaci mi impensierivano un po’: alcuni erano totalmente privi di foto, altri cambiavano drasticamente numero di followers/followings nel giro di pochi minuti, e il 90% proveniva da paesi asiatici nei quali mi sembrava impossibile potesse esistere un tale genuino trasporto verso il profilo di una qualsiasi “instagram-coach” italiana, che conduce le sue giornate fotografando foglie secche, gatti e tasti di pianoforte.

A un certo punto ho maturato una tragica e inconfutabile consapevolezza: erano finti. Almeno una buona percentuale delle persone che iniziavano a seguirmi (a ondate di circa 400-500 al giorno) era composta da profili falsi, hackerati, o appartenenti a persone che stavano facendo uso di bot o di software poco raccomandabili per tentare di aumentare artificialmente la propria popolarità.

Ok, ho l’ansia

Non sono una persona che brilla per razionalità e sangue freddo, ma credo che al mio posto chiunque avrebbe cominciato a preoccuparsi un po’. Non solo il fenomeno non accennava a diminuire, ma io iniziavo a perdermi notifiche importanti, perchè la mia schermata home era costantemente piena di avvisi sui nuovi profili arrivati, tra i quali tutto il resto si perdeva come una goccia nel mare.

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Inoltre, la mia percentuale di seguaci italiani, cioè tutte le persone che verosimilmente avevano iniziato a seguirmi con cognizione di causa e per sincero affetto verso il mio lavoro, iniziava ad assottigliarsi sempre di più, passando da un dignitosissimo 83% a un preoccupante 52%, come potete vedere da questi screenshot delle mie statistiche.nazionalita_follower.png

Cosa posso farci?

Naturalmente a questo punto ho iniziato a domandarmi come affrontare la questione. Ho scritto all’assistenza di Facebook e di Instagram, ricevendo una risposta negativa dalla prima, e nessuna risposta dalla seconda. Allora ho chiesto aiuto a Marika di @breakfast_and_coffee_, che aveva avuto un problema simile al mio (le erano stati recapitati ottomila follower finti, probabilmente da qualcuno che aveva coscientemente deciso di farle un dispetto). È stata molto comprensiva e mi ha dato due consigli utilissimi: il primo era quello di provare a cambiare l’username per far perdere il link ai bot (strategia che con lei ha funzionato, e che le ha permesso di eliminare manualmente, con infinita pazienza, tutti i seguaci fittizi). Il secondo era quello di consultare i ragazzi di Ninjalitics, che in effetti mi hanno dato un supporto morale e tecnico insostituibile. Ho parlato anche con Lidia di @nonsolofood, che aveva risolto un problema simile al mio impostando per qualche tempo il profilo come privato, e con Federica @rikaformica, che anni fa, essendo stata suggerita da Instagram, aveva guadagnato molti follower inattivi, e aveva messo un freno a questa seccatura facendo pulizia manualmente e raccontando la questione sulle sue stories.

Il fatto è che con me nessuna di queste strategie pareva funzionare. Il cambio di nome (avevo aggiunto un underscore in fondo per qualche ora) non aveva sortito alcun effetto, l’eliminazione manuale dei follower era impensabile perchè continuavano ad arrivare a centinaia al giorno e sarebbe stato come tentare di svuotare il mare con un secchiello.

Perdere la faccia

Per un paio di settimane ho provato ad essere zen: non puoi preoccuparti di qualcosa che non puoi controllare, Marta, devi solo aspettare che le cose si sistemino da sole. Continua a fare il tuo lavoro, a farlo bene, le persone che ti seguono e ti conoscono non smetteranno di apprezzarti per questo. Però…

Però lo so quanto conta l’onestà sui social, quanto è importante per me e per le persone che mi circondano. E per quanto non fosse un peccato che commettevo consapevolmente, anzi l’avrei volentieri evitato, ho iniziato a temere che gli altri se ne accorgessero. Ho iniziato a sentirmi in colpa, a essere preoccupata per i miei clienti e le mie collaborazioni in atto. Quando @ch_ecco, bravo ragazzo e ottimo food blogger, in assoluta buona fede mi ha chiesto “Marta, che succede ai tuoi follower?” ho cominciato davvero a riflettere (e a disperarmi).

Quanto il mio lavoro e la mia credibilità dipendono dalla mia community? Quanto quei numeri sul mio profilo garantiscono la mia professionalità e le mie capacità? Senza la mia pagina sono sempre io, o non sono nulla? Certo, Instagram è solo un mezzo, un contenitore, ma quanto questo contenitore dà valore al contenuto? Se le mie competenze sono rinchiuse in una casa coi vetri rotti e deformanti rimangono le stesse o diventano irriconoscibili?

Ho pensato seriamente (e ne sono ancora convinta) di aver sbagliato ad affidare tutta la mia comunicazione a uno strumento che non solo non mi appartiene, ma sul quale non ho sostanzialmente nessun controllo. Tra i propositi per il nuovo anno ci sarà sicuramente quello di continuare a lavorare per costruirmi un sito ben fatto e professionale, di potenziare la newsletter, di terminare i lavori nello studio per organizzare eventi live, workshop e momenti di incontro veri, tangibili, offline.

Il lieto fine

A un certo punto della scorsa settimana mi sono ammalata, ho preso una tracheite abbastanza brutta, che mi ha costretto a due giorni di riposo sotto antibiotico. Probabilmente è stata l’immobilità forzata che mi ha costretta a ragionare e mi ha suggerito la soluzione.

Se il problema era partito dal profilo di Instagram, forse il profilo di Instagram poteva risolverlo. Così ho scritto alla persona che mi aveva contattata per propormi il repost, che con estrema gentilezza mi ha risposto, sintetizzando: “Ehi, grazie per avermelo detto, capita a volte con le persone che repostiamo ed è dovuto al fatto che Instagram ti segue. Ora proviamo a toglierti il follow così vediamo cosa succede”.risposta_instagram.PNG

Ha funzionato. Instagram ha smesso di seguirmi e i follower hanno smesso immediatamente di arrivare. Evidentemente qualcuno ha impostato un bot (o numerosi bot) sulla lista dei profili seguiti da @instagram, che a quanto pare non ha modo di evitarlo. Dev’essere per questo che la pagina segue un numero ridicolo di persone, appena 210, per non dare il problema a troppi utenti.

Meglio perderli

Immagino possa sembrare abbastanza ironico a chi non è passato attraverso un’esperienza simile, ma negli ultimi giorni il numero di miei seguaci ha iniziato a scendere drasticamente (tra le caratteristiche tipiche dei bot c’è proprio il fatto che prima o poi smettono di seguire i profili che hanno aggiunto) e io non potrei essere più felice (lo screen è sempre tratto da Ninjalitics, dove potete consultare anche voi i miei insights).follower_persi.png

Ci vorranno settimane, forse mesi, perchè la situazione ritorni normale. Nei ritagli di tempo proverò a rimuoverne qualcuno manualmente (fino a qualche settimana fa non sapevo nemmeno si potesse fare), ma devo dire che ho un problema, sono troppo sentimentale: mi perdo a sfogliare i profili di queste adorabili adolescenti indonesiane, che vanno a scuola tutte vestite uguali e con il velo in testa, e penso “ma se mi avesse seguita veramente?”, oppure finisco per ascoltare i sottofondi musicali delle stories di ragazzotti indiani e mi ritrovo a pensare a quanto questo mondo sia immenso e pieno di suoni, abitudini, sentimenti, usanze che noi non riusciamo nemmeno a immaginare.

La morale della storia

Se questo fosse un racconto tradizionale, come quello del pesciolino d’oro che mi raccontava sempre mia nonna, ne trarrei un insegnamento tipo “a un grande onore corrisponde sempre una vertiginosa caduta” o “ogni incantesimo potente ha un prezzo salato da pagare”.

Invece non credo ci sia davvero una conclusione morale da trarre, ma una cosa l’ho capita: devo lavorare sulle mie competenze e sui miei contatti anche al di fuori di Instagram, che per sua natura è solo il mezzo, e non il fine di quello che faccio. I numeri, per quanto io dica che non sono importanti, parlano del mio pubblico, e il mio pubblico mi definisce molto di più di quanto non pensassi. Mi pare questa la sede migliore, quindi, per ringraziarvi ancora una volta di essere qui e di aver letto le mie parole. Siete preziosi, uno per uno, e vi sono grata.