Gli hashtag di febbraio: luci, ombre e magia

Immaginatemi seduta alla piccola scrivania del mio nuovo studio, con una tazza di tè fumante di fianco. Dietro di me c’è la carta da parati a fiori e aperta sul computer una lista infinita di cose ancora da fare insieme a Carlotta per rendere questo spazio il luogo dei miei sogni. In una cartella sul desktop occhieggia nientemeno che il mio logo, che mi piace da impazzire (provate a indovinare chi l’ha disegnato?), e in una finestra del browser è aperto quello che diventerà il mio sito, che da brava smanettona sto provando a farmi da sola (ma con l’aiuto di una persona speciale di cui sicuramente vi parlerò). Poi, naturalmente, ci sono decine di mail non lette, direct arretrati, progetti che aspettano nella to-do-list da mesi.

Ma oggi il sole splende, la primavera è nell’aria e tutto sembra dire “ce la puoi fare, Marta!”, quindi bando alle ciance, che qui sotto ci aspettano tre hashtag assolutamente imperdibili.

#poesiaqui

@eugenioberardi vede la poesia. Quello è facile, direte voi, ci siamo esercitati per anni a colpi di flatlay e hygge, ormai sappiamo cogliere la meraviglia insita in anche nel più modesto degli oggetti. Tutto vero, ma il fatto è che Eugenio, la bellezza, la vede nelle persone. Il suo non è il classico profilo Instagram acchiappa-click, anzi, è un collage di foto rubate dietro i vetri, volti rugosi, espressioni perplesse, giornali spiegazzati sui tavoli dei bar.

Eugenio non ha scritto un manifesto programmatico del suo hashtag #poesiaqui, ma direi che il suo invito appare chiaramente dalle foto che pubblica sul suo profilo Instagram: guardate oltre. Oltre i vetri, oltre gli occhi, oltre l’apparenza delle cose. Qui sotto qualche bellissimo scatto tratto dalla gallery del tag:

#mymagicaltabletop

@leointhegarden è un’instagramer tedesca. Di lavoro fa la consulente di marketing per piccoli business creativi ma la cosa che davvero colpisce di lei è la travolgente fantasia che esprime nei suoi scatti su Instagram:

L’hashtag #mymagicaltabletop è chiaramente dedicato ai flatlay, non intesi semplicemente come ordinarie foto di cappuccini e taccuini posati su un piano di legno antico, ma come tela su cui comporre la propria fiaba ricolma di magia:

#thatvelvetfeeling

Bramo la primavera, ma non sono ancora del tutto pronta a lasciar andare l’inverno. Lasciatemi ancora godere per qualche giorno della luce fredda e ovattata dei tardi pomeriggi invernali! @tiril_hauan è una fotografa norvegese specializzata in foto dalla ineccepibile atmosfera scandinava.

Io oscillo costantemente tra il bisogno di colore e la ricerca di ombre profonde e atmosfere accoglienti, come quelle delle fotografe nordiche che tanto mi fanno sognare. Che ne dite, proviamo a goderci ancora questo ultimo mese d’inverno, andando alla ricerca di quella sensazione vellutata che permea l’hashtag #thatvelvetfeeling?

E con gli hashtag di Febbraio è tutto! Aspetto di vedere i vostri momenti di poesia, tavoli che prendono vita, ombre sognanti ed avvolgenti. Ricordatevi sempre di usare anche il tag #feliceadesso, che mi impegno a scorrere ogni volta che ho tempo, a caccia di scatti che mi fanno battere il cuore.

 

Gli hashtag di Gennaio: emozioni e ali ritrovate

Scrivo con una coperta avvolta intorno alle gambe. Gennaio è un mese corto e freddo, forse ha la stessa funzione dell’acqua gelata sul viso la mattina presto: risvegliarti con improvvisa e prepotente energia.

Il mio nuovo ufficio sta prendendo forma (grazie all’aiuto imprescindibile di @unacarlotta), e mi sono resa conto che la maggior parte dei miei sogni riguardano non solo il desiderio di avere un posto mio in cui lavorare, ma l’impulso di aprire le porte agli altri.

Immagino giornate solitarie passate a scattare foto, a girare video, a provare, cancellare e riprovare, ma anche ore trascorse a sorseggiare tè e chiacchierare, a guardare negli occhi degli altri e a imparare dalla risorsa più preziosa che abbiamo: le differenze.

Ma bando alle chiacchiere, perchè qui sotto ci sono tre hashtag (e tre profili) che vale davvero la pena di conoscere, e che faranno letteralmente volare la vostra immaginazione.

#amatiattimi

@madica.sarda si definisce “ininfluencer”, e forse per questo sul suo profilo instagram non dice quasi nulla della sua vita personale. L’unica informazione che concede, nella sua biografia, è la sua torinesità, che per un’esperta in materia come me spiega moltissime cose, tra qui la propensione tutta sabauda a celare dietro un’apparente, schiva indifferenza la propria potente creatività.

Vorrei dirti, però, cara Madica, che la tua strategia “unsocial” ha avuto l’effetto contrario, tant’è che quando ho chiesto sulle mie stories di consigliarmi un hashtag per gennaio, diversi mi hanno citato, con grande entusiasmo, il tuo #amatiattimi.

E in effetti si tratta di una gallery bellissima, piena dei momenti di vita ordinaria, che come dice Madica nel suo post “non hanno il clamore e l’importanza di un primo bacio o di un viaggio sulla luna” ma rendono comunque più bella la nostra vita.

 

#lowcostemotion

Anche questo hashtag mi è stato segnalato su Instagram e l’ho trovato subito bellissimo. Conoscevo già l’autrice, @debora.dusina, che sul suo profilo parla di cibo, di arte, di musica, insomma di tutte le cose per cui vale la pena avere i cinque sensi (e usarli). La sua firma visiva è uno stupendo sfondo di tela a quadretti che racchiude benissimo lo stile del suo profilo: rustico, ironico e pop al punto giusto.

L’hashtag #lowcostemotion  è pensato per raccogliere i post che rappresentano le piccole gioie della vita, specie quelle dall’animo un po’ vintage, come le caldarroste, le vecchie polaroid, il budino cucinato con il preparato in bustina, come si faceva quando eravamo bambini.

 

#myfoundwings

Se mi dicessero che posso prendere in prestito le capacità creative di un altro per qualche ora, vorrei indubbiamente quelle di @kutovakika. Veronika è una creativa di origine svedese che adesso vive a Londra. Deve avere degli occhi (e un cuore) davvero speciali per scattare foto come queste:

L’hashtag #myfoundwings, ideato da Veronika, è pura magia: adoro l’idea, implicita nel nome, che ognuno di noi abbia “perso” da qualche parte le sue ali, che aspettano solo di essere trovate. Amo ogni singolo scatto della gallery, e anche se immagino non siano facilissimi da realizzare (bisognerà trovare/disegnare delle ali su un muro oppure farsele “aggiungere” da qualcuno con degli oggetti in mano mentre si scatta oppure ancora aggiungerle in post produzione) ho deciso che è una sfida con cui voglio misurarmi presto. Siete con me?

Un’ultima raccomandazione: non limitatevi ad aggiungere questi hashtag sotto le vostre foto! Scorrete le gallery, osservate gli scatti degli altri, salvate i vostri preferiti nelle raccolte, spandete senza remore commenti e like. Fingete di entrare in una sala da tè piena di volti amici, dimenticate per qualche minuto la frenesia della vita e riempitevi gli occhi di parole e di bellezza.

Solo tre hashtag, perchè siamo ormai a metà mese e Febbraio è vicino! Sbizzarritevi con questi spunti creativi e ricordatevi sempre di usare anche il tag #feliceadesso, così potrò trovare facilmente le vostre foto.