Gli hashtag di settembre

Ieri un bambino mi ha detto “lo sai che ho appena cominciato la prima elementare?”. Dopo un inevitabile moto di tenerezza, ho visualizzato nella mente, chiare come il sole, le parole “caro mio, ora che sei entrato nella scuola ne uscirai, forse, tra tredici anni”. La verità è che io ho la sensazione di essere ancora lì, a scegliere mentalmente i vestiti per il ritorno in classe, a emozionarmi nel constatare che la Smemoranda di quest’anno scolastico prevede anche la versione con la copertina rosa, a chiedermi con un filo d’ansia a fianco di quale compagno sarò seduta per il resto dell’anno.

Sarà perchè ho rischiato numerose volte di finire a fare la prof, e in un certo senso alla fine è successo (in fondo al post vi segnalo un corso che terrò a brevissimo a Torino!), ma in questa stagione non riesco a trattenermi dall’augurare agli amici online e offline uno stupendo anno nuovo (lo so, amica @mylittleborgo, che non siamo a dicembre).

#terreninuovi

Ecco un hashtag programmaticamente pensato per celebrare i nuovi inizi. L’ha creato @rosaeturchese, un’artista e designer davvero creativa. Si chiama Valeria, e di mestiere dipinge dei quadri in cui i fiori sembrano veri. Come se questo non bastasse, spesso trasferisce le sue opere su dei tessuti, che vengono utilizzati da lei e da altri artigiani per produrre accessori handmade (ho la netta sensazione che queste collaborazioni siano nate su instagram, cosa che alimenta il mio orgoglio per questo social che ogni giorno contribuiamo insieme a migliorare). Qui trovate qualche assaggio del suo mondo:

E l’hashtag? Valeria l’ha creato insieme a all’amica @roberta_maisoncherie, con il proposito di celebrare questa stagione piena di novità che aumentano il battito cardiaco e attivano i muscoli delle mani.

Se avete un progetto, un’idea che vi frulla in testa senza sosta, o se siete in procinto di percorrere strade inesplorate questo è l’hashtag perfetto per voi.

Il tag vanta già, come potete vedere qui sotto, alcune bellissime immagini. Vi consiglio di visitare la pagina #terreninuovi perchè anche le didascalie raccontano storie una più emozionante dell’altra.

#selfiesforintroverts

Ho scoperto questo hashtag per caso vagando su Instagram e me ne sono innamorata. L’ha coniato un‘instagramer inglese che si chiama @littlefamilylondon, che dedica le sue energie creative alla fotografia floreale. Andrea padroneggia però alla perfezione anche l’arte dei selfie per timidi, già celebrata da numerosi hashtag che adoro, come #fridayfacelessportrait di @lapinblu (che era anche uno degli hashtag del contest natalizio 2017).

Se siete introversi, questo hashtag fa chiaramente per voi. Ma se siete coraggiosi estimatori degli autoritratti a viso aperto, provate sperimentare questo stile fotografico raffinatissimo e oltremodo poetico.

Ecco qualche foto dalla gallery di #selfiesforintroverts:

 

#giornodifulmine

L’inizio dell’anno scolastico/lavorativo è il periodo perfetto per i colpi di fulmine. Il mio amore per la creatrice di questo hashtag, in verità, è una questione di vecchia data. Questa ragazza dalla eccezionale creatività credo che sia davvero una delle prime artigiane che ho seguito sui social. Sto parlando di @pollaz, che di mestiere assembla cuscini, tazze decorate e pupazzi che ti somigliano.

A giugno Pollaz ha coniato l’hashtag #giornodifulmine con il proposito di incentivare i suoi follower a condividere, con un post o sulle stories, l’oggetto del loro innamoramento quotidiano.

L’hashtag ha avuto subito il successo che merita, e l’iniziativa si è trasformata per moltissimi in un esercizio di felicità e ispirazione quotidiana.

Qui sotto trovate il post in cui @pollaz stessa descrive la sua iniziativa. Piccola raccomandazione: se usate l’hashtag su stories taggate anche lei, in modo che possa vedere e ripostare i ritratti delle vostre fulminee passioni.

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Quasi 2 settimane fa su Stories é nata una rubrica dal nome “di cosa/chi mi sono innamorata oggi”. Una volta al giorno ho iniziato a condividere un qualcosa che mi aveva colpito, che mi aveva fatto innamorare a prima vista. Ieri ho finalmente scelto l’hashtag da associare a questa rubrica, sarà #giornodifulmine. Condividete anche voi il bello, i vostri innamoramenti giornalieri, usando questo hashtag! Taggatemi, se vi va, in modo da far innamorare anche me. Vale tutto: un’illustrazione, un oggetto, un momento, un luogo, anche Ryan Gosling (che accarezza dei gattini). Nel mio profilo in evidenza potete vedere i miei primi 14 giorni (e poi in futuro tutti gli altri) . . . #lightingbolt #fulmine #pattern #pollazpattern #pollaz

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… e il mio prossimo corso a Torino!

Per tutti coloro che vogliono sperimentare Zuccaviolina in versione prof, nelle prossime settimane terrò un bellissimo (sotto vi spiego perchè!) corso su Instagram presso l’associazione Artemide di Torino.

Si chiama Corso Instagram – Comunicare con le immagini e si terrà per cinque martedì di fila presso il coworking Copernico di Corso Valdocco. Gli incontri saranno dalle 18.30 alle 20.30 a partire dal 25 settembre. Sull’evento facebook trovate l’elenco degli argomenti trattati e altre info utili.

Perchè amo l’idea di questo corso? Perchè saremo in pochi (appena una dozzina) e avremo finalmente tempo (addirittura 10 ore!) per parlare approfonditamente di Instagram, fare esercizi e confrontarci sui singoli progetti di ciascuno.

Per iscrivervi dovete mandare una mail a artemide.torino@gmail.com

Anche gli hashtag di questo mese sono finiti, e come sempre ci tengo a sapere cosa ne pensate, quindi lasciatemi un commento, se vi va, qui o su Instagram. Ricordatevi di aggiungere sempre anche il tag #feliceadesso, così potrò vedere più facilmente tutte le vostre foto.

 

Maggio, #hounastoriaperte

Questo mese avrà un solo hashtag. Non perchè non ne abbia altri nel cassetto (anzi, ne ho una lista lunghissima che non vedo l’ora di condividere!) ma perchè devo dare lo spazio che si merita a questo che, per una volta, ho contribuito in prima persona a creare. Il groviglio di emozioni, nel raccontarvelo, è grande, ma ora cerco di districarmi un po’ e spiegarvi tutto con ordine.

Prima di tutto c’è un workshop

Come alcuni di voi sapranno io e Lorenzo @latatamaschio abbiamo organizzato un workshop che si svolgerà a Torino il 20 maggio e il 16 giugno (entrambe le date sono, con mia immensa gioia e stupore, sold out).

Prima di continuare, due parole su Lorenzo sono necessarie: lui è una tata, un blogger e un autore per l’infanzia, e scrive cose così belle e giuste che ho l’istinto di scattare in piedi ed applaudire praticamente ad ogni suo post. Afferma, ad esempio, che anche gli uomini possono prendersi cura dei bambini (che siano i loro figli oppure no) e che possono affrontare la vita con una sensibilità generosa e creativa pari a quella delle donne (o perchè no, pure più grande!).

Il workshop che abbiamo ideato insieme si chiama proprio così, #hounastoriaperte. Si parlerà di fotografie e parole, e di come usarle insieme per trasformare ogni didascalia di Instagram in un piccolo racconto. Sarà un tripudio di creatività e comprenderà esercizi pratici, pranzo, passeggiate e moltissimi sorrisi.

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E poi?

Ma può finire tutto lì, ci siamo chiesti, in quei due giorni? Certo, probabilmente replicheremo in autunno (incrociate le dita per noi!), ma che fare per tutti coloro che, per ragioni di tempo e di distanza, non potranno portare a Torino i propri smartphone, le proprie mani e i propri occhi ma potrebbero invece esserci con la mente e il cuore?

La risposta è arrivata come una di quelle cose che hai sempre avuto sotto gli occhi, e che improvvisamente si svela in tutta la sua potenza.

Un hashtag per raccontarci storie

#hounastoriaperte è un hashtag, come può non esserlo? Ed è stato subito chiaro che non deve appartenere solo a me e Lorenzo, e nemmeno ai soli partecipanti del workshop, ma deve essere condiviso con tutti voi.

Come ho scritto in un post di gennaio, e come mi ha fatto notare tempo fa un’amica che di storie se ne intende, Instagram sta diventando sempre di più un luogo dei racconti.

Vedo un gran desiderio di condividere esperienze reali, sincere, sfuggendo ai clichè che etichettano i social come luoghi pieni di contenuti realizzati in serie. Vedo una gran voglia di raccontarsi storie, come si farebbe intorno a un fuoco o su una spiaggia di notte, con una coperta addosso e magari qualcuno che suona e che canta.

Quindi cosa dobbiamo fare?

Per prima cosa: raccontare. Valgono le storie vere, inventate, le esperienze concrete e le metafore ardite. Valgono le didascalie che raccontano la foto e anche quelle che con l’immagine hanno meno a che fare. Valgono le storie in prima o in terza persona, al presente o al passato, le sensazioni di un attimo e i ricordi senza tempo.

Una didascalia su Instagram può contenere appena 2200 caratteri e il compito del mese è: fatene una storia.

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Ultimissima cosa: io e Lorenzo, durante il workshop, condivideremo su stories una parte dei materiali e qualche spaccato delle esercitazioni, quindi ricordatevi di seguirci il 20 maggio e il 16 giugno per partecipare, in qualche modo, anche a distanza.

Che ne dite di questo hashtag? Vi piace? Pensate di usarlo? Scrivetemi cosa ne pensate qui o su Instagram.