Gli hashtag di aprile

Mail arretrate. Foto arretrate. Commenti arretrati. Messaggi arretrati. Arretrati arretrati. Questa è la situazione al momento. Ma ho deciso di sorriderci su, mettere a scaldare l’acqua del tè e condividere con voi, seppure con qualche giorno di ritardo (ho dimenticato: post arretrati!), le parole magiche che ci faranno compagnia durante il mese di aprile.

#lessenzialevisibilealcuore

Che dire di @segui_le_briciole? Vi ho già parlato di lei in un articolo di gennaio perchè ha vinto il contest #gioiedinatale (a proposito, mentre lo scrivevo mi è venuta un’irrazionale voglia di lucine colorate e biscotti alla cannella 😱). Ma concentriamoci su Clarissa. Ogni cosa che tocca diventa magia. Fa progetti, scrive, sorride, tiene consulenze ma soprattutto: disegna.

La tela sui cui sfoga la sua creatività sono normalissime foto, che trasforma in illustrazioni ad altissima concentrazione di poesia. Anche le didascalie sono curatissime e trasportano con dolcezza chi legge nel sul piccolo, stupendo universo.

La buona notizia è che possiamo fare parte del suo mondo incantato! Come? Taggando le nostre foto con l’hashtag #lessenzialevisibilealcuore (non vi ricorda qualcosa?), dalla cui gallery Clarissa sceglie alcune foto su cui realizzare un’illustrazione.

Questo tag conta già duemila scatti, tutti molto belli (grazie alla grande spinta creativa che questo hashtag porta con sè). Non siete curiosi di scoprire quale incantesimo vedranno gli occhi di Clarissa nella vostra prossima foto?

A questo proposito inizio a spoilerarvi che presto io e Clarissa inizieremo una piccola collaborazione, sulla quale ancora non vi svelo nulla (ma sono emozionatissima!). ❤️

#ilpaesedeiracconti

Continuiamo a parlare di persone che hanno il dono di guardare una foto e vedere una storia. Sì, sto parlando del @signormontamare, un vero cantastorie dei nostri tempi che vive nel piccolo borgo abruzzese di Arsita. Non mostra mai, su Instagram, il suo volto, ma sappiamo con certezza che i suoi occhi sanno cogliere la bellezza dei particolari, i misteri dietro le porte chiuse,  le affascinanti storie degli abitanti del paesino sotto la montagna (così chiama Arsita nei suoi racconti).

Naturalmente il primo desiderio che viene è quello di salire su un treno e andare a osservare di persona il vecchio Luciano, solitario guardiano dei boschi che vive senza gas e elettricità, vegliando su alberi e persone, o Franco, il goloso medico del paese, che riceve in dono dai pazienti tanti salumi e ortaggi che il suo studio sembra un piccolo emporio, o la giovane Nicoletta, che balla dentro casa con la radio accesa e di notte fissa il soffitto aspettando l’alba per versare il tè nella sua tazza azzurra.

La buona notizia (sì, ce n’è una anche qui) è che possiamo respirare l’aria del paesino sotto la montagna anche da casa, taggando le nostre foto #ilpaesedeiracconti. Il signor Montamare (di cui non conosciamo il nome, ma solo le misteriose iniziali: E. F.) sceglierà dalla gallery gli scatti che lo ispireranno di più e li ospiterà sul suo profilo, scrivendo per ciascuno uno dei suoi poetici racconti.

Correte subito a taggare le foto che volete entrino a far parte dello stupendo affresco del paesino sotto la montagna!

#adoremycupofcoffee

Sto cercando di imparare a bere il caffè. Sono anni ormai, che me lo propongo, e sento che questo hashtag potrebbe essere un ottimo incentivo. L’ha inventato una blogger norvegese, @remainsoftheday_, le cui foto bianchissime e eleganti sono perfettamente coordinate con l’atmosfera rarefatta dei fiordi.

L’hashtag #adoremycupofcoffee non è di difficile interpretazione, però mi piace particolarmente perchè la gallery è ricca di foto molto creative e tutt’altro che scontate.

Che usiate la moka, le cialde o la macchina espresso sfoderate gli strumenti del mestiere e iniziate a creare.

#fiorineifiori

Posso ringraziare la mia disorganizzazione perchè il ritardo nella pubblicazione di questo post mi ha permesso di includere questo hashtag, generato dalla cooperazione un po’ improvvisata tra me e @marysol_life (l’idea di base, però, è nata dalla sua testolina geniale). Prima di presentarvelo vi parlo un attimo di lei.

Io non sono appassionata di mamme blogger, forse perchè non ho figli (anche se una parte di me, la più sconsiderata, si lancerebbe nell’impresa di riprodursi anche domani) ma non posso fare a meno di seguire il profilo della meravigliosa Maria Sole. Lei si trova nel luogo perfetto tra cucina, fotografia di ottima qualità e totale e assoluta spontaneità.

E ora veniamo all’hashtag #fiorineifiori. È nato da circa quarantotto ore e piace già tantissimo. Tutto è partito da un post in cui Maria Sole invitava se stessa e gli altri a provare a cambiare prospettiva, mettere in gioco la creatività, scattare foto nuove e diverse dal solito, anche provando a uscire un po’ dalla propria “comfort zone”.

L’idea originale è quella della “foto nella foto”, come le due che vedete dai lati qui sotto, ma ovvio che questo hashtag è un invito a sperimentare e tentare strade nuove e inesplorate!

Con questo è tutto! vi invito come sempre a dirmi cosa ne pensate, qui o su Instagram, e vi chiedo scusa per il ritardo enorme! 🙈 Ricordatevi di usare sempre anche l’hashtag #feliceadesso per condividere le foto con la nostra stupenda community.

Gli hashtag di gennaio

Fuori piove a dirotto e mi ritrovo a pensare almeno dieci volte al giorno “facesse più freddo, a quest’ora almeno saremmo sommersi da un metro di neve”. Forse questo gennaio è iniziato più in salita di quanto mi aspettassi, il lavoro mi ha travolta come una valanga (e la neve, dannazione, neanche c’è!) e come molti di voi ho sperimentato, dopo il contest di Natale, un momento in cui la mia creatività si è ridotta ai minimi termini. Ma sapete che vi dico? È normale, un momento di pausa è sempre necessario prima di ripartire con rinnovata energia.

Intanto ho scovato per voi tre hashtag ai quali i vostri occhi (e i vostri cuori) non resteranno indifferenti. Io ho già l’impulso di correre a prendere il telefono, e di iniziare a scattare come se non ci fosse un domani. Intanto la fate, insieme a me, la danza del sole?

#esercizidibellezza

Andare a caccia di hashtag obbliga a un lavoro di ricerca filologica che non ha niente da invidiare a quello dei luminari che operano sui polverosi testi medievali. Ok, sto esagerando, però vi voglio raccontare la tortuosa storia del mio incontro con questo tag. È iniziato tutto con un’interessante coincidenza: il giorno che ho lanciato il contest di Natale una persona mi ha scritto “grazie per questi esercizi di bellezza”. Questa frase mi ha colpita profondamente e potete immaginare il mio stupore quando l’ho vista apparire, qualche giorno dopo, sotto forma di hashtag. L’ho salvato, screenshottato (si può dire?) e trascritto sul mio taccuino, ma ancora non sapevo chi fosse la mente dietro a questo contenitore di meraviglie. Poi ne ho parlato con Antonella (bravissima instagramer, peraltro), che mi ha indicato finalmente la strada giusta, che mi ha portata qui:

Sì, probabilmente le avete riconosciute, sono le creazioni di @giovelab, che nella vita si chiama Giorgia e vive in Trentino, dove produce queste meraviglie di porcellana finissima, gres e legno dei suoi boschi. Le ho scritto per chiederle com’era nata l’idea del tag e mi ha raccontato che stava cercando un’espressione in italiano che funzionasse come una sorta di traduzione della parola “moodboard”, da usare come contenitore di cose belle e luogo di scambio e ispirazione (se vi va potete leggere il post originale in cui ne ha parlato).

Citando le parole che mi ha scritto in direct, questo hashtag serve a ricordarci di vedere la bellezza ovunque, anche e soprattutto dove pare non ce ne sia.

Scorrendo la gallery di #esercizidibellezza mi pare che sia riuscita perfettamente nell’intento, voi che dite? Si tratta di un hashtag relativamente piccolino (appena 600 post), che vorrei veder crescere con voi.

#awakethelight

L’autrice di questo tag, @freyadowson, non è una delle mie solite fotografe di lifestyle (che continuo ad amare moltissimo), ma è un’avventurosa fotoreporter londinese che viaggia per il mondo scattando foto di una bellezza sorprendente. Molti dei suoi progetti riguardano il rispetto per gli animali e la loro tutela.

Il suo hashtag #awakethelight, come spiega nel post qui sotto (l’ho inserito interamente perchè è troppo bello), riguarda proprio questo: quella scintilla di vita che attraversa tutte le cose viventi, animali, persone, natura, e che ci rende parti di una stessa energia e quindi meno diversi di quanto ci possa sembrare. Uguali, e quindi equamente importanti.

Each of us has lived through some devastation, some loneliness, some weather superstorm, or spiritual superstorm. When we look at each other we must say, I understand. I understand how you feel because I have been there myself. We must support each other because each of us is more alike than we are unalike. – Maya Angelou #WHPdynamic #awakethelight – I created the #awakethelight hashtag project because I wanted a concept I could travel the world with, something that would highlight how all living things, people, animals, nature – we're all the same, we're all equal, we all matter. All of us hold life, we all have this light inside us – and we all have more in common than I think we often remember. – Caption inspired by @ouijetaimeaussi 💛 . . . . . #awakethesoul #houseoftones #main_vision #moodcollectors #visualsoflife #artofvisuals #beautifulmatters #quietthechaos #agameoftones #untoldvisuals #lostfam #agameoftones #awesome_earthpix #visualscollective #whywecreate #alifeofintention #in2nature #untoldvisuals #awesomeearth #quietthechaos #wearetravelgirls #beautifulmatters #dametraveler #darlingescapes #dametravelerconnection #mystory

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Mi piace moltissimo l’idea dietro a questo hashtag e vi invito a usarlo per tutte le foto che racchiudono quella luce: non (solo) la luce del sole, ma anche e soprattutto quella che ci pervade e ci mette in comunicazione con la meraviglia del mondo che ci circonda.

Qui sotto qualche scatto tratto dal feed di #awakethelight:

#winterstories

Non sono riuscita a ricostruire l’origine di questa parola magica (a volte anche i filologi più rigorosi gettano la spugna) ma ho deciso di condividerla ugualmente con voi perchè mi piace moltissimo. Ha a che fare con una cosa che vi dicevo nel mio ultimo post: durante il mese di dicembre abbiamo esercitato la creatività e provato a noi stessi che siamo in grado di raccontare delle storie, attività preziosa e indubbiamente antica come il mondo.

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Questa frase è stata attribuita un po’ a tutti i poeti inglesi dell’800. Probabilmente non è di nessuno di loro ma secondo me ci sta bene qui. L’ho scritta con l’editor delle stories per dimostrarvi il mio smisurato e probabilmente eccessivo entusiasmo verso i nuovi font. :D

Propongo, finchè il buio dei pomeriggi invernali ci abbraccerà come una coperta, di non smettere di raccontare, ma anzi, di andare a caccia dei tutte le minuscole fiabe nascoste nella nostra vita e di sperimentare la gioia di condividerle con gli altri.

Ecco qualche scatto tratto dal feed di #winterstories:

Questo è tutto. Vi ricordo, come sempre, di usare anche il tag #feliceadesso, così potrò raggiungere facilmente i vostri scatti. Ci tengo davvero a sapere la vostra opinione su questi hashtag, e visto che probabilmente molte persone nuove sono approdate a questo blog dopo il contest di Natale, vorrei sapere da loro cosa pensano di questo post, dell’iniziativa degli hashtag del mese e se hanno suggerimenti per l’ispirazione futura. Metto su una tazza di tè e aspetto i vostri commenti qui e su instagram. ❤️