Gli hashtag di ottobre

#thatautumnmagic

Questo è uno degli hashtag più piccoli e belli che abbia mai visto. Conta solo 680 post ma sono tutti pura poesia. A dimostrazione del fatto che i grandi numeri non definiscono il valore delle cose, questo hashtag è frutto della creatività di un’instagramer dal profilo poco celebre ma colmo di bellezza, Maddy Lawson, il cui nickname, particolarmente adatto all’atmosfera dei suoi scatti, è @a_slow_adventure.

 

Non ho trovato molte notizie su quest’amante della natura, del cibo e dell’artigianato locale che vive nel cuore della Gran Bretagna, se non la sua bacheca Pinterest, che comunque è già un gran piacere per gli occhi.

L’hashtag #thatautumnmagic, ovviamente, è un rifugio rilassante fatto di cieli grigiolini, foglie secche e infusi fumanti del quale faticherete a fare a meno.

 

#a_sill_life

Anche questa volta non riesco a uscire dal Regno Unito, ma vi porto in Galles, a casa di un’instagramer che vive nel meraviglioso parco naturale di Snowdonia, che ospita, tra le altre cose, la montagna più alta d’Inghilterra (1085 tenerissimi metri d’altezza). Kayte Ferris @simpleandseason è una blogger e una “marketing mentor” il cui profilo Instagram è un’istigazione irresistibile a mollare tutto per un rustico chalet sulle Alpi (che, comunque, superano i 2000 metri e d’inverno c’è pure la neve) dotato di caminetto e di connessione ultraveloce.

 

Ma veniamo all’hashtag, che è perfetto per sbirciare l’autunno attraverso i vetri di casa, perchè #a_sill_life significa “vita da davanzale“. Di finestre si era già parlato nel post sugli hashtag di maggio, e secondo me restano uno dei migliori set fotografici che tutti, a casa, abbiamo a disposizione.

Si può giocare sul mutamento del panorama in base al clima (ah, quanto amerete le giornate grigie, per non parlare delle goccioline di pioggia sui vetri!) e sugli effetti di luce creativi e d’atmosfera che si possono ottenere scattando controluce.

 

#myhappynews

Questo è un hashtag particolare, perchè non dura tutto il mese, anzi, prende vita in un solo, meraviglioso giorno.

Quel giorno è mercoledì 18 ottobre e l’iniziativa è un’idea della meravigliosa Sara Cartelli di @the_eat_culture. Per ventiquattro ore (ma non sarebbe meglio per sempre?) ci impegneremo a resistere all’impulso di condividere sui social news tragiche (spesso di dubbia attendibilità) e tetre lamentazioni e daremo spazio solo alle buone notizie.

Io amo i sognatori e credo che il web dovrebbe essere luogo di positività, amicizia e rispetto, per questo non posso che abbracciare quest’idea che ha la bellezza folle e grandiosa dell’utopia.

Per un giorno, quindi, largo alla solidarietà, ai traguardi umanitari e personali, ai piatti ben riusciti, ai piccoli gesti ecologici, ai buoni voti sui quaderni, alla soddisfazione di posare il cucchiaio/la penna/l’uncinetto e di rimirare il proprio lavoro ben fatto.

Vi confesso che quest’iniziativa mi emoziona particolarmente anche perchè il mio papà, che era ottimo un professore oltre che un gran sognatore, aveva organizzato anni fa con una classe una cosa molto simile.

🇮🇹LA FELICITÀ È UNA COSA SEMPLICE. Come lo scorso anno ottobre è felicità! Questo mese abbiamo deciso di non creare un hashtag dedicato, ma di utilizzarne uno molto conosciuto qui su Instagram che raccoglie centinaia di immagini ogni giorno. La sua ideatrice è Marta Pavia, una fotografa torinese di estrema sensibilità e talento conosciuta come @zuccaviolina. Se volete raccontarci cos'è per voi la felicità vi invitiamo ad utilizzare il suo hashtag, ovvero #feliceadesso. P.s. Anche quest'anno torna la giornata della felicità. A brevissimo vi daremo tutti i dettagli. Buon mese della felicità a tutti! • • 🇬🇧🇺🇸HAPPINESS IS A SIMPLE THING. Welcome october, welcome new blog subject! This month we will discuss about happiness. What does happiness means to you? Tell us using the hashtag #happinessisasimplething. Happy month of happiness to all of you!

A post shared by Sara Cartelli (@the_eat_culture) on

Sara inoltre, con mia estrema gratitudine, ha invitato le persone che seguono il suo blog a usare per tutto ottobre il mio (e vostro) tag #feliceadesso, per protrarre il tema della felicità per tutto il resto del mese. Che dire? Non potrei essere più felice di così!

Che ne dite degli hashtag di ottobre? Siete già preda del fascino dell’autunno? Avete già in mente qualche buona notizia da spandere nel web? Come sempre scrivetemi qui o su instagram ❤️

 

Gli hashtag di settembre

Li sentite i brividi sulla schiena? Io sì, è l’inizio dell’anno lavorativo, un momento pieno di aspettative, tazze di camomilla e piccole paure. Sono andata a caccia di hashtag carichi di ispirazione e positività per cercare di rendere questo momento di passaggio il più possibile dolce e creativo.

#homeisacupoftea

Partiamo dalle cose serie, quelle che sanno di buono, e di casa. Questo hashtag è stato coniato da @meandorla, instagramer inglese che, non ne faccio mistero, amo alla follia. L’hashtag è ispirato a una bellissima graphic novel della disegnatrice americana Candace Rose Rardon. Candace racconta di aver cambiato casa molte volte e di aver scoperto ad ogni tappa persone, idee, atmosfere, e gusti di tè diversi, fino ad approdare al luogo, materiale e interiore allo stesso tempo, che finalmente ha potuto chiamare casa.candace rose rardon illustrazione tè

Innanzitutto leggete questo racconto, perchè fa bene all’anima, e poi sfogliate il feed, altrettanto meraviglioso, del tag #homeisacupoftea:

 

Lo so, vi siete già alzati per andare a riempire il bollitore. Aspetto le vostre foto di tazze e tazzine a braccia aperte!

#allyoucantexture

Ed eccoci alla creatività pura, con questo bellissimo hasthag di @unacarlotta. Ho avuto la fortuna di conoscere Carlotta di persona e vi posso assicurare che sprizza energia da tutti i pori. È una interior designer che sforna una quantità sconcertante di idee geniali (vogliamo parlare di questa cosa?) e ha un profilo Instagram molto carino, che ha recentemente avuto una svolta #pastellosa:

 

Ma veniamo al suo hashtag #allyoucantexture. Si tratta di andare a caccia, intorno a noi, di schemi e pattern, naturali e artificiali, e di immortalarli in una foto. È un bellissimo esercizio di creatività che allena l’occhio alla ricerca del ritmo e delle corrispondenze di colori e forme.

Carlotta ha aperto un profilo dedicato su cui ripropone le foto che le hanno rubato il cuore:

 

Per tutto il mese di settembre, quindi, attivate il texture-radar e scattate come se non ci fosse un domani!

#verderitorno

Questo è un hashtag che mi emoziona perchè ne sono, in qualche modo, diretta responsabile. È nato dalla collaborazione tra @igerstorino, community torinese di Igersitalia di cui mi occupo, insieme ad altri, da un paio d’anni, e @viridea_official. Chi non conoscesse Viridea (molto male!) sappia che si tratta di un grande vivaio a misura d’uomo, con giardinetti per rilassarsi e una quantità esorbitante di piante e oggetti la cui attrattiva metterebbe a dura prova anche il portafoglio del visitatore più stoico.

L’idea dell’hashtag è quella di vincere la nostalgia delle vacanze (chi non ne ha?) esercitandoci a guardare, osservare e fotografare il verde che ci circonda, anche in casa o in città.

 

I profili @igerstorino e @viridea_official riproporranno sui propri profili le foto più emozionanti e originali!

Ma non è finita qui, perchè il 23 settembre, per chi vorrà partecipare, ci sarà un workshop gratuito di styling e scatto al Viridea Garden Center di Collegno, sempre a tema #verderitorno. Ci sarò anch’io, insieme agli altri local manager piemontesi,  e insieme avremo la possibilità di sperimentare con fiori, carte colorate, forbicine e candele per comporre degli stupendi e colorati flatlay.

locandina_verderitorno_post.png
la locandina meravigliosa è realizzata da @luccico

Che dire? Ci sono solo venti posti, io non sto nella pelle e spero davvero di vedervi tutti. Ci si assicura un posto registrandosi a questo link.

[edit: i posti sono già tutti occupati, e non potete immaginare quanta gratitudine provi per questo! 💗 Se volete partecipare registratevi comunque al link qui sopra e mettetevi in lista d’attesa, se qualcuno rinuncia sarete contattati!]

Per ora è tutto, ricordatevi sempre di usare anche il tag #feliceadesso così avrò modo di vedere e apprezzare i vostri scatti. ❤️

È il vostro turno, che ne di questi hasthag? Vi sembrano adatti ad accompagnarci dolcemente verso l’autunno? Ci sarete il 23 settembre a Torino? Come sempre fatemi sapere quello che pensate qui o su Instagram.

 

 

Gli hashtag di agosto

#terrerare / #beniculturali30

È il momento degli hashtag “da viaggio”, e questi mi piacciono da morire. Sono stati coniati da @beniculturali3.0, un profilo molto seguito nato nel 2014 dalla creatività di Matteo Candela, che si occupa di promozione dei beni culturali, e gestito da Nicoletta Cellitti, storica dell’arte e social media manager. Recentemente è approdato online anche il loro sito web. L’hashtag principale del profilo è #beniculturali30, che oggi conta 190k post. Quello che io preferisco, però, è il loro hashtag secondario, #terrerare (non ha un suono stupendo questa parola?) perchè è una community più a “misura d’uomo” che conta solo 9k post. L’attività principale del profilo sono i repost, che sono molto numerosi (quattro o cinque al giorno) e tutti di ottima qualità:

 

L’Italia è un paese meraviglioso, e questo si sa. Quello che forse non ci ricordiamo abbastanza spesso è che in ogni chiesa di provincia, in ogni piazzetta ombrosa, dietro l’angolo di ogni via c’è uno scorcio stupendo che non aspetta altro che essere fotografato.

Se state girando la nostra penisola battuta dal sole, rifugiandovi all’ombra sotto i cornicioni, o se siete rimasti solo voi nella città semideserta e vi sentite un po’ turisti a casa vostra, usate questo hashtag dal nome evocativo, scorretene la gallery per prendere ispirazione e poi scattate!

Qui vi lascio qualche foto dal feed di #terrerare:

 

 

#ofsimplethings

Quando ho scoperto questo hashtag di lifestyle stavo per mettermi a saltellare sul posto dalla gioia perchè è semplicemente perfetto per me. L’ha creato @humphreyandgrace, una delle mie amate fotografe inglesi di lifestyle. Qui qualche foto dal suo profilo, puro piacere per gli occhi e la mente.

 


È un hashtag non troppo popolato (30k post) e tutte le foto trasmettono un grande senso di serenità.

Perfetto per ritrovare in questa fine estate un’atmosfera rustica, minimal e raffinata che ci accompagnerà dolcemente verso il clima dei prossimi mesi (lo so che anche voi, in un posticino nascosto del vostro cuore, desiderate già l’autunno).

Ecco qualche foto da cui prendere spunto tratta dal feed di #ofsimplethings:

 

 

#storieinviaggio

Forse l’hashtag che amo di più di questo mese, coniato dalla bravissima Giulia Modena, anche nota come @jugiemme, è #storieinviaggio. Giulia si occupa di comunicazione web, è molto brava a scrivere, fare foto e cantare (questo non lo sapevate eh?). Qui vi lascio qualche foto tratta dal suo profilo Instagram, un luogo creativo e rilassante, che fa sentire a casa.

 


Non sono, almeno per ora, una gran viaggiatrice. Sono nata dotata di una dose incredibile di prudenza (che i miei genitori non hanno mai avuto) e con una netta tendenza a stare ferma, osservare molto, muovermi con lentezza. Dicono che a un anno pronunciavo frasi piuttosto complesse, ma non ne volevo sapere di camminare. Questa attitudine fa sì che io spesso arrivi in ritardo a un appuntamento perché mi sono fermata, ad esempio, a fotografare un fiore che ha rotto l’asfalto del marciapiede, o a parlare un l’anziano vicino di casa sulle scale.
Nonostante per me raggiungere la riviera di una qualsiasi regione italiana sia un’avventura già sufficientemente impegnativa questo hashtag mi piace molto, perché il viaggio come lo intende Giulianon è legato necessariamente allo spostarsi fisicamente, ma anche (e soprattutto!) al muoversi con la fantasia, con la creatività, al posare uno sguardo nuovo sul mondo che ci circonda (questo lo diceva anche Proust).

La sfida di questo mese è contribuire a questo hashtag con le vostre storie, che siano nate dal movimento di treni, piedi, pensieri, pagine di un libro.

Per finire in bellezza, ecco qualcuna tra le foto già presenti nel feed del tag:

 

Aggiungete sempre anche il tag #feliceadesso alle vostre foto per condividerle con la nostra piccola, stupenda community!

Che ne pensate di questi tag? Avete già il rullino pieno di foto di viaggi o siete ancora in trepidante attesa del vostro momento di relax? Fatemi sapere se vi sono piaciuti ❤️

Pastiglie Leone: nella fabbrica delle meraviglie

Una panacea per tutti i mali

Le pastiglie Leone (chi non le conoscesse visiti il loro sito, subito!) hanno centosessant’anni. Sarebbe a dire che hanno iniziato a esistere 42 anni prima della fondazione della Fiat, e quattro anni prima dell’unità d’Italia. Il fatto che si chiamino “pastiglie” la dice lunga sulla loro storia. A me viene in mente un mondo in cui i barbieri suonavano il violino, i parroci del paese tenevano l’anagrafe e i farmacisti, un po’ stregoni, un po’ erboristi, aggiungevano aromi e estratti naturali ad un miscuglio farinoso di zucchero, che chiamavano, appunto, pastiglia.

Facendo un salto in avanti, non poi così grande, mi viene in mente nonna Maria. Lei teneva sempre due cose nella borsa: una quantità innumerevole di sacchetti della spesa, accuratamente piegati a forma di triangolo, e delle caramelle (che spesso erano proprio pastiglie Leone).

“Ho un po’ di mal di gola” “aspetta che ti dò una pastiglia”, “Mamma mia, che mangiata!” “mangia una pastiglia che digerisci” ,”Che stanchezza!” “prendi una pastiglia che ti dà energia”.

Le piccole caramelle farinose marca Leone (a proposito, quanti torinesi tra voi si ricordano l’espressione “marca Leone” per dire “di qualità?”) per lei non erano un vizio o un dessert, ma un’irrinunciabile panacea contro pressione bassa, mal di gola, tosse, cattiva digestione, debolezza e molto altro. In casi estremi, quando la scorta era finita, mi somministrava direttamente un cucchiaino di zucchero con una spruzzata di limone, che a suo dire aveva un effetto del tutto paragonabile a quello delle suddette caramelle.

Processed with VSCO with f2 preset
Le “lacrime d’amore” sono caramelle delicatissime che all’interno hanno una gocciolina liquida di rosolio. Sono delicatissime e solo una persona all’interno dell’azienda conosce il gesto accurato per impacchettarle senza romperle.

Pastiglie Leone è donna

Nonna Maria, negli anni ’30, era una giovane donna intraprendente. La mattina lavorava come impiegata alla Caffarel (Torino, città dolcissima!) e la sera metteva di nascosto il rossetto, sulle scale, e correva a ballare il valzer con quello che sarebbe diventato l’uomo della sua vita.

Negli stessi anni una giovane imprenditrice, Giselda Balla Monero, decideva che la rivendita di dolciumi “Vittoria”, che aveva fondato insieme al fratello, non le bastava più, e rilevava la confetteria Leone. Potete ascoltare un commovente audio-racconto di questa parte della storia su Soundcloud.

Giselda Balla e Innocenzo Monero
Giselda Balla Monero, detta “la leonessa”, era una donna magra e distinta. Sembra che sull’atto di acquisto dell’azienda Leone, vicino alla firma, ci sia il segno di una sua lacrima di commozione.

Figlia di una donna che, altrettanto coraggiosamente, si era avventurata da sola nell’imprenditoria tessile, Giselda era soprannominata dai suoi dipendenti, non a caso, “la leonessa”.

Negli anni in cui mia nonna lasciava il lavoro e si dedicava al proposito, tanto ragionevole allora quanto ambizioso e folle oggi, di mettere su famiglia, Giselda guidava la Leone attraverso i decenni della guerra, il boom economico e gli anni ’60, fino a giungere agli anni ’80, nei quali, con fatica e a malincuore, lasciava una parte del controllo nelle mani del figlio, Guido Monero.

Se volete sapere come quest’azienda, con profonde radici nel passato, è diventata l’eccellenza in qualità dei prodotti, comunicazione e innovazione che è oggi, trovate tutto spiegato molto bene in questo articolo, mentre io cerco di rendervi le emozioni e le sensazioni, tutt’altro che oggettive e razionali, che ho provato visitando l’azienda poco più di due settimane fa. Inizia qui un elenco delle cose che mi hanno stupita di più.

Il profumo

Se non l’avete provato non potete immaginarlo, ma entrare nel loro stabilimento dai colori pastello, che ora si trova a Collegno, è un’esperienza profumatissima. L’odore di zucchero permea ogni cosa, la reception, lo spaccio, gli uffici, i bagni (giuro!) e naturalmente gli immensi locali dedicati alla produzione.

Sono pronta a giurare che perfino la figlia del proprietario, oggi responsabile marketing, Daniela Monero, profuma di caramelle.

Il cioccolato

Non ci sono gli Umpa Lumpa, ma potrebbero, visto che lo stabilimento Leone, come ho appreso con estrema sorpresa (e gioia!) produce anche cioccolato. E non sto parlando di cioccolato normale, ma di cose come il cioccolato al latte mou e il cioccolato grezzo alla pietra, nati direttamente dalla creatività estrosa del “signor Leone”.

 

fabbrica_cioccolato_leone.gif
Questa non è una gif presa da internet, è quello che succede veramente al cioccolato dentro la fabbrica Leone!

Lui, Guido Monero, per capirlo, dovreste sentirlo parlare. Prima di tutto non c’è una frase in cui non riesca a infilare una decina di parole in dialetto piemontese, sulla comprensione delle quali sono stata molto avvantaggiata rispetto al resto della comitiva, che era composta per il 90% da blogger milanesi. E poi ha una cultura immensa su tutto ciò che riguarda il suo lavoro, non rimane mai a corto di aneddoti, etimologie, storie di famiglia, libri antichi da mostrare agli ospiti (dai quali ha tratto, tra l’altro, molte delle sue specialissime ricette).

DSCF2288.jpg
Guido Monero durante il nostro evento. Quei capelli ricci che spuntano a destra sono i miei!

Pastiglie Leone Zuccaviolina edition

Su questo, mi rendo conto, sono stata una privilegiata, perchè ho avuto la possibilità di creare da zero una pastiglia non in commercio (nello specifico, una pastiglia al cardamomo) impastando direttamente con le mie mani zucchero, aromi, gomma adragante e gomma arabica.

Per creare le pastiglie a mano si fanno tanti rotolini (che il signor Guido chiama “bigolin”) e si tagliano le pastiglie come tanti piccoli gnocchetti. Sono infinitamente felice del risultato.

DSCF2257.jpg

Dopo un paio di settimane dalla visita le mie personali pastiglie, essiccate e impacchettate, mi sono state spedite a casa insieme a un blocchetto di bellissime stampe in formato polaroid con le foto dell’evento, stampate da Cheerz.

IMG_8768.JPG

Bello! Come si visita?

Io ho avuto la fortuna e l’enorme privilegio di essere stata invitata, ma ho scoperto che l’ente torinese per il turismo organizza dei tour periodici nell’azienda. Trovate delle info sul blog di Turismo Torino.

Un’ultima nota, doverosa: l’immagine di copertina di questo post è un omaggio alle meravigliose pastiglie e allo stile minimal dell’hashtag #pastelloso, creato da Valina, che vi invito a usare semplicemente perchè è meraviglioso.

Gli hashtag di aprile

Ed eccoci qua con la nostra tradizione mensile. Questi sono gli hashtag su cui vorrei sperimentare insieme a voi durante il mese di Aprile. Ricordate di aggiungere sempre anche il tag #feliceadesso per condividere le vostre foto con la nostra piccola e affezionata community.

#theslowdowncollective

Aprile, dolce dormire, dicono. Io vorrei davvero dedicare questo mese al riposo e alla rinascita primaverile, anche se sono consapevole che probabilmente saranno per me, come per molti di voi, trenta giorni intensi e pieni di lavoro.

Questo hashtag è stato coniato da @thegelfis, una donna davvero affascinante. Di lei so solo che ora vive a Chicago, ma prima ha vissuto in Brasile e in diverse altre parti del mondo, tra cui Londra, Madrid e Napoli (giuro!). È una fotografa bravissima e ha un blog di lifestyle che fa sognare. Qui alcuni dei suoi scatti:

Vi propongo questo hashtag perchè tutti dovremmo ricordarci di rallentare ogni tanto, di rosolarci al sole per qualche minuto, di fermarci a osservare i fiori sul balcone o la luce che filtra dalle finestre senza fare assolutamente nulla.

È un tag piccolino, con appena 8k post, quindi potete trovarci davvero delle chicche preziose e scoprire profili di persone piene di talento. Qui alcune foto dal feed #theslowdowncollective:

#floralfridaycompetition

La frenesia primaverile è appena cominciata, e in questo caso ci viene in aiuto @emilyquinton, instagramer londinese dallo stile inconfondibilmente British:

Questo hashtag serve per le vostre composizioni floreali, non quelle realizzate dal fioraio, naturalmente, ma quelle predisposte da voi appositamente per essere fotografate!

Se non ci avete mai provato, fatelo subito, perchè Emily ospita sul suo profilo le sue foto preferite, a patto che aggiungiate il tag #floralfridaycompetition e citiate il suo nickname in un commento. Ecco qui qualche bellissima foto da cui prendere spunto:

#pastelloso

Ecco il primo di due hashtag a cui tengo molto. Cerco di segnalarvi sempre almeno un instagramer italiano talentuoso ogni mese e non posso evitare di presentarvi @val_ina. Lei è una giornalista e una web writer, e il suo blog, che io adoro, parla di lifestyle, instagram e comunicazione sul web. Il suo profilo instagram, che ricorda le merviglie dello stile #candyminimal inventato da Matt Crump, è pieno di foto colorate e super creative:

Ha inventato alcuni mesi fa l’hashtag #pastelloso (io amo già solo il suffisso, che ricorda “petaloso”), che per ora, va detto, conta ancora pochissimi post (appena un centinaio).

Io sono completamente innamorata di questo stile fotografico e di questi colori pop e vorrei tanto veder crescere questo hashtag!

Valentina ha aperto anche un profilo dedicato, che potrete usare come fonte di ispirazione e dal quale potrete venire ripostati con i vostri coloratissimi scatti. Per ritoccare le vostre foto e renderle sufficientemente pastellose vi consiglio di provare l’app A Color Story, ha dei filtri luminosi e colorati (alcuni dei quali creati proprio dal sopracitato “guru” del pastello Matt Crump). Valentina ha già descritto sul suo blog l’app e i filtri candy minimal e mi piacerebbe molto realizzare anch’io un tutorial per voi (per questa e altre app) appena troverò il tempo! 😱

#springpowercup

Last but not least, un altro piccolissimo progetto italiano a cui voglio assolutamente dare spazio. Adoro questo hashtag (che al momento conta circa 200 post), tanto che vorrei averlo inventato io, mentre è tutta opera di @alessialucchini, giovane instagramer di talento e dal profilo elegante super fashion.

La #springpowercup è una magia facile da realizzare.

Per crearne una è sufficiente riempire una tazza d’acqua e lasciar galleggiare dolcemente, sulla sua superficie, boccioli o petali di fiori.

Dopo averle creato un’ambientazione perfetta, posizionandola su uno sfondo neutro (o magari decorato con oggetti o altri fiori) tutto quello che dovete fare è scattare. A me piace pensare che, facendolo, si possa esprimere un desiderio, come per le stelle cadenti, o che comunque che questo piccolo totem virtuale possa in qualche modo proteggere chi scatta (e chi visualizza, perchè no?).

IMG_5135.JPG

Ecco qualche altra foto dal feed #springpowercup:

Che ne dite, non vi viene voglia di precipitarvi alla ricerca di un mazzo di fiori e di preparare un set? 😍

Primavera, fiori, creatività e colori pastello, questi i temi su cui vi propongo di sperimentare insieme ad Aprile. Che ne pensate? Vi piacciono? Avete qualche dubbio su come scattare e ritoccare foto come queste? Lasciatemi i vostri commenti e io cercherò di aiutarvi!

Gli hashtag di marzo

Come promesso condivido con voi gli hashtag sui quali, se vorrete, ci eserciteremo insieme durante il mese di marzo. C’è tanta Italia, c’è la magia del mattino, c’è l’emozione dell’inizio della primavera, e c’è anche un piccolo contest organizzato da due crafter creative e talentuose. Siete pronti?

#lemiecolazionisuig

Questo hashtag esiste da tempo e ultimamente se ne prende cura una donna dall’animo gentile, Alessandra Avancini, detta @alebuba. Sul suo profilo potete trovare, in ordine sparso: piccole prelibatezze, scritte fatte a mano, bambini felici, make up e tanti spunti di creatività quotidiana. Alessandra, come avrete capito, è anche una grande amante delle colazioni, e da qualche tempo ha fondato un profilo dedicato al pasto più importante della giornata, che si chiama @lemiecolazionisuig.

Ogni mattina Alessandra pesca dall’omonimo hashtag tre scatti (coordinati tra loro, questo è il bello) con i quali dare il buongiorno ai suoi seguaci.

Ecco ad esempio un meraviglioso trittico a tema donuts che ha composto sul profilo:

Che aspettate? Mettete su il tè e il caffè e iniziate a scattare!

#caughtflowerhanded

Letteralmente “beccato con i fiori nel sacco“, questo hashtag è semplicemente un concentrato di poesia primaverile. Fondato da due instagramers inglesi, @rachelandhercoffee e @just_another_instamumsomiglia molto alla mia idea di primavera: emozionarsi per cose apparentemente insignificanti come qualche fogliolina verde in un vaso sul balcone (che, diciamo la verità, davamo ormai per morto) o la pelle d’oca sulle braccia quando indossiamo, per la prima volta dopo mesi, dei vestiti leggeri.

Esiste anche un profilo collegato, @caughtflowerhanded, che ospita scatti selezionati tra quelli presenti nel tag.

Compiti per voi: andate a caccia di fiorellini nelle aiuole, sui balconi, o nei vostri giardini (se siete tanto fortunati da averne uno ❤️) e date il vostro contributo a questa piccola community piena di poesia.

Mi raccomando, non cedete alla tentazione di aggiungere il tag a foto non attinenti (per le ragioni di cui parlavo in un post di qualche tempo fa), fate in modo che ci sia un fiore nella foto, anche uno solo e piccolissimo 🌸.

#spring4igers

A dispetto del nome, questo hashtag è assolutamente made in Italy. Il profilo @4igers, infatti, è stato fondato fondato dal blogger e instagramer @eziomrlifestyle e propone hashtag a tema per ogni stagione (esistono anche #summer4igers, #autumn4igers e #winter4igers).

Ezio, avvalendosi della collaborazione di altri amici instagramers, sceglie alcune foto da ospitare sul profilo @4igers. Al momento le ultime foto ripostate sono a tema invernale, ma confido che presto inizieranno a occuparsi anche di foto a tema primavera (in fondo, la primavera inizia ufficialmente il 21 marzo, giusto?).

Questa piccola community italiana (il tag conta “solo” 27k post) mi pare un ottimo luogo per rifarsi gli occhi con stupendi paesaggi della nostra penisola baciata dal sole primaverile e per conoscere persone nuove.

Ricordate di aggiungere sempre alle vostre foto anche il tag #feliceadesso, così io potrò riconoscere voi e i vostri scatti!

Special guest: #nascostanelmiofiore

Processed with VSCO with 5 preset

Questo è un vero e proprio contest, organizzato da @fiorigami e @lucyinthepapersky, e consiste nel realizzare un #facelessportrait, cioè un ritratto senza faccia, e pubblicarlo usando l’hashtag #nascostanelmiofiore.

Le due organizzatrici, due ragazze estremamente creative che sorprendentemente si chiamano entrambe Lucia (poi ditemi che non devo credere alle coincidenze!) recapiteranno a casa del vincitore del contest un meraviglioso mazzo di fiori di carta e una poesia scritta e illustrata a mano.

Affrettatevi, perchè la scadenza del contest #nascostanelmiofiore è, molto opportunamente, il 21 marzo, equinozio di primavera!

Che ne dite di questi hashtag? Vi hanno dato un po’ di ispirazione? Avete dei tag del cuore a tema primavera? Lasciatemi un commento, se vi va. :)